Supplenze, il docente può richiedere modifica orario? Il caso TFA sostegno

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Supplenze a.s. 2019/20: le nomine conferite a lezioni avviate creano numerosi problemi, sia perché comunque un orario bisogna stabilirlo sia perché i precari hanno la necessità di organizzarsi. 

Riceviamo questa mail:

Stiamo frequentando il Tfa che come sapete ha una frequenza obbligatoria, perciò quando le segreterie ci chiamano ci dicono che l’orario non è modificabile per questa esigenza, che nella vita non si può avere tutto e che dobbiamo rifiutare. Secondo voi è giusto? C’è una legge che conferma questa loro rigidità? Ah, la scuola è iniziata da due giorni…

L’orario di servizio può non essere fisso per tutto l’anno scolastico

La distribuzione delle ore di lavoro settimanali degli insegnanti è materia da far diventare grigi i capelli dei collaboratori del Dirigente Scolastico, pur con tutti i software in commercio.

E tuttavia non ci stanchiamo di ripetere che l’orario di servizio dei docenti può essere riarticolo in relazione a particolari esigenze, dettate da motivazioni contingenti importanti.

Questo non vuol dire che debba essere possibile modificare l’orario per l’assunzione di un supplente per una sostituzione temporanea, ma certamente è da prendere in considerazione il ripensamento dell’orario ancora provvisorio qualora si tratti di permettere ad un docente a tempo determinato il completamento di orario, come specificato dalla sentenza del Tribunale di Rimini “L’orario è atto di gestione e può essere modificato dal dirigente in qualsiasi momento per far fronte a nuovi interventi organizzativi del servizio”

O ancora, è possibile pensare ad una gestione dell’orario in funzione delle attività didattiche. Si pensi ad es. alla gestione dell’alternanza scuola lavoro (PCTO) o di altri progetti svolti in orario antimeridiano.

Il caso TFA sostegno

A questi esempi si somma quest’anno la richiesta da parte dei docenti (di ruolo e precari) che stanno seguendo le lezioni del corso di specializzazione sostegno a.a. 2018/19.

Va considerato che la specializzazione di un docente non è atto che ricade solo sul docente stesso (per la stabilizzazione o la mobilità) ma su tutta la comunità educativa. Per questo motivo – come già in altra occasione lo stesso Miur ha avuto modo di sottolineare – sarebbe opportuno che le scuole prendessero in considerazione la problematica per venire incontro alle esigenze dei docenti.

Va inoltre rilevato che non in tutte le regioni ci si è attivati per la concessione di permessi per diritto allo studio nel periodo settembre – dicembre 2019, per cui sarebbe opportuno un ripensamento da parte delle scuole.

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