Supplenze e immissioni in ruolo, Costarelli (ANP): “I docenti non mancano, il problema è l’assegnazione tardiva dei posti”

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Se c’è una questione che spesso solleva perplessità e interrogativi nel panorama scolastico, è sicuramente quella legata alla presunta mancanza di docenti. Ma si tratta davvero di una carenza numerica o piuttosto di una problematica burocratica?

Parlando con l’Adnkronos, Cristina Costarelli, presidente dell’Associazione Nazionale presidi Lazio, chiarisce: “I docenti non mancano. Molti sono in cerca di occupazione. Il vero problema risiede nell’assegnazione tardiva dei posti, spesso relegata alle supplenze annuali a settembre, legata alle procedure e alle tempistiche di assegnazione alle scuole e alle classi”.

Quest’anno, però, si profila una speranza. Le procedure per l’individuazione dei docenti sono state notevolmente anticipate. “Gli uffici incaricati hanno già concluso l’assegnazione dei nuovi docenti e stanno procedendo con quella dei supplenti temporanei”, sottolinea Costarelli. La sfida maggiore rimane per le grandi province come Roma, dove le procedure di assegnazione, negli anni passati, hanno raggiunto la conclusione solo a gennaio o addirittura a marzo.

Ma quali sono le ragioni di questi ritardi? Secondo Costarelli, non si tratta di un problema dell’algoritmo utilizzato per le assegnazioni, ma piuttosto degli input errati: “Se i dati inseriti fossero corretti sia per la scuola che per i docenti, l’algoritmo funzionerebbe correttamente”, afferma.

Quest’anno c’è un cauto ottimismo. Le tempistiche anticipate sono un buon segno, ma, come ammette Costarelli, “non ci aspettiamo che tutto sia perfetto entro il 15 settembre. Tuttavia, speriamo che le operazioni procedano senza gli errori degli anni passati, così da evitare ulteriori ritardi”.

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