Supplenze docenti, la storia di Giulia: “L’algoritmo funziona? Direi di no. Mi ha superato chi era 80 posti dopo di me”

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Il caso di Giulia insegnante precaria 37enne di Rimini, specializzata in italiano per le scuole medie. L’algoritmo ministeriale che assegna incarichi di supplenza ha posizionato una figura ben 80 posizioni sotto di lei in graduatoria, negandole un incarico che in precedenza le era sempre stato garantito fino al 31 agosto.

Come segnala il Corriere Romagna, Giulia, che non solo insegna ma gestisce anche la pagina Instagram la_libreria_disordinata dove recensisce libri, ha condiviso la sua disavventura. Questo intoppo ha reso l’inizio del suo anno scolastico assai amaro. Per l’anno scolastico 2023/24 Giulia insegnerà su spezzone di 12 ore. La perdita: oltre a quella mensile di circa 500 euro, anche due mesi di contratto in meno, oltre alle crescenti spese di carburante per raggiungere la nuova scuola assegnatale in Valconca.

Il sistema utilizzato dal ministero dell’istruzione è ora sotto accusa e sotto il mirino di molti. Molti colleghi  si sono infatti espressi a favore di una petizione nazionale per abolire l’algoritmo, che ha guadagnato il soprannome di “algotruffa” per i suoi risultati apparentemente inspiegabili.

Giulia ha dichiarato: “Lavoro dal 2015 presso le scuole medie del territorio e dal 2017 ho sempre ricevuto supplenze fino al 31 agosto. L’algoritmo funziona? Direi di no. La scelta avviene senza chiarezza e manca la pubblicazione delle disponibilità al momento della presentazione della domanda”. L’insegnante ha inoltre sottolineato come l’algoritmo abbia erroneamente assegnato posti a colleghi già in ruolo, causando ulteriori complicazioni nel processo.

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