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Supplenze docenti 2022/23: se a sbagliare è l’Ufficio Scolastico, chi “paga”?

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Supplenze anno scolastico 2022/23: un anno nero, non solo per il numero di contratti che avrebbero dovuto essere a tempo indeterminato e che invece ancora una volta sono incarichi al 31 agosto. Un anno da dimenticare per il modo in cui è stata gestita l’attribuzione degli incarichi da GaE e GPS. Domanda per il rinnovo delle GPS entro il 31 maggio e al 10 ottobre ancora esclusioni per mancanza titolo di accesso a nomine effettuate; scelta preferenze sedi entro il 16 agosto al buio e poi tre, quattro, dieci turni di nomina con disponibilità sempre nuove e nel frattempo chi ha già partecipato all’algoritmo diventa rinunciatario.

Ci racconta una docente

Illustro la mia esperienza: avevo ricevuto incarico da GI presso Istituto scolastico con orario completo di 18 ore ( su maternità che probabilmente sarebbe stata rinnovata per lungo tempo).
Sono stata però convocata da Gps per intera annualità e ho pertanto rinunciato ad incarico da GI per Gps ( inevitabilmente più vantaggiosa economicamente e più comodo perché su unico istituto).
Qualora l’Usp avesse assegnato erroneamente a me la cattedra ( pare che la scuola avesse richiesto una cattedra interna e l’usp abbia considerato cattedra esterna sull’algoritmo che pertanto ha pescato da preferenze comprensive dell’esterna dandomi precedenza su colleghi che non avevano fleggato il diverso comune ) . Cosa succede? L’Usp può rettificare “ candidamente” e togliermi l’incarico da Gps? Chi mi risarcisce dall’aver perso anche la cattedra su GI? Mi ritroverei senza nessuna delle due?
E se invece avesse sbagliato la scuola a fare la richiesta? Io che colpe ho???
Insomma: non vale che chi sbaglia paga? Io non ho sbagliato , né dichiarato titoli non veritieri
Spero di aver chiarito la questione

La situazione, purtroppo, è chiara. Molto meno la soluzione, dato che gli Uffici Scolastici  indicano nei loro decreti di nomina

“FATTO SALVO il potere di rettifica e/o integrazione in autotutela che l’Amministrazione si riserva sin da ora di esercitare nei termini previsti dalla legislazione in vigore” 

oppure

“FATTO SALVO il potere di rettificare/revocare il presente provvedimento, in autotutela e/o per circostanze al momento non note all’Amministrazione, ivi comprese quelle eventualmente derivanti da provvedimenti giurisdizionali”

A volte la problematica nasce anche dalla comunicazione sbagliata da parte delle scuole. E questo naturalmente mette in difficoltà, a ruota, gli Uffici Scolastici  e di conseguenza i docenti.

Nell’immediato ci auguriamo che la docente possa ancora essere destinataria di un incarico da GPS, ma quanto accaduto nell’anno scolastico 2022/23 deve essere uno spartiacque per comprendere che il sistema di attribuzione delle supplenze ha dei limiti evidenti.

A nostro parere il più grande è costituito dal considerare rinunciatari i docenti che non trovano sede nell’unico turno al quale partecipano, dal momento che poi possono seguire anche altri dieci turni.

Una cosa è la singola disponibilità sopravvenuta perchè un’altra provincia è in leggero ritardo con la chiusura delle assegnazioni provvisorie, ma qui parliamo di centinaia di cattedra: posti in deroga assegnati ad ottobre che certamente non esistevano ad agosto, disponibilità tirate fuori solo adesso (ma gli organici non dovrebbero essere completi già a luglio), assegnazioni provvisorie ancora in corso.

E poi, non dimentichiamo, l’assegnazione di posti di sostegno a docenti senza il titolo di specializzazione a fronte di docenti con titolo superati dalla fantasia dell’algoritmo (non certo dalla normativa, che su questo è chiara e indica l’ordine di attribuzione delle supplenze a partire dai docenti con titolo non dalla scelta di sostegno da graduatorie incrociate).

Ci auguriamo che gli incontri tecnici in atto al Ministero possano servire da un lato a dare delle risposte concrete a problemi riscontrati nelle singole province, dall’altra a stabilire dei criteri validi non solo sulla carta ma anche nell’applicazione pratica dell’algoritmo.

Il problema infatti a nostro parere non è sintetizzabile tout court nel “ritorno in presenza” per l’assegnazione delle supplenze bensì in una nuova gestione dell’algoritmo.

Se è vero che in presenza si gestisce meglio la rinuncia, quello su cui si deve riflettere è la gestione completa dell’organico. Evidentemente la timeline prospettata quest’anno non ha funzionato.

Supplenze docenti 2022 assegnate con algoritmo, perché la parola “preferenze” ha tratto in inganno

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