Supplenze, da Roma e Milano proteste contro l’algoritmo: con disponibilità successive posti sotto casa a docenti con minore punteggio

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Supplenze docenti anno scolastico 2021/22: forse si è veramente all’ultimo step nell’attribuzione degli incarichi al 31 agosto e 30 giugno. Tante province hanno già concluso e fornito la liberatoria al trattamento delle disponibilità successive da parte dei Dirigenti Scolastici, altre come Milano, Napoli, Roma si sono trovate a dover gestire un numero elevato di reclami avverso la prima pubblicazione, e solo in questi giorni hanno disposto il secondo turno di nomina.

Per quanto riguarda Roma, i numeri sono stati forniti dallo stesso Dirigente dell’ufficio Scolastico regionale: 3.100 rinunce da gestire e l’accurato vaglio di tutti i reclami hanno dilatato i tempi di scorrimento delle graduatorie. Il nuovo bollettino delle nomine è stato pubblicato nella serata di venerdì 8 ottobre.

Ma non mancano anche in questo caso reclami da parte degli interessati, così come per Milano.

Due i motivi sostanziali di malcontento

  1. l’esclusione dallo scorrimento della graduatoria in caso di rinuncia ad una sede. Circostanza che avveniva anche con le convocazioni in presenza, ma che quest’anno sta facendo sentire il proprio peso
  2. le numerose disponibilità sopravvenute. Altro che disponibilità complete alla data del 13 agosto, come indicato dal Ministero nella circolare del 6 agosto scorso, rassicurando gli aspiranti sulla procedura.
    Se le cose fossero andate così, il turno di nomina avrebbe potuto essere solo uno (maxi) e il secondo destinato solo alle surroghe dei posti sui quali i rispettivi docenti avessero rinunciato. Le cose però non sono andate esattamente così, e ci sono province che si trovano a gestire anche il sesto turno di nomina.

Ecco cosa scrivono i docenti

Scrivo a nome di un foltito gruppo di precari d’inglese iscritto alle gps della provincia di Roma. Sono qui a segnalare le gravi iniquità delle nomine attribuite tramite il famoso algoritmo che, contrariamente a tante persone, non credo abbia chissà quali colpe, se non quelle di seguire pedissequamente delle istruzioni che gli vengono date da operatori in carne ed ossa; il sistema utilizzato quest’anno, innanzitutto, delegava la propria sorte anche alla corretta compilazione dell’istanza da parte dei colleghi, molti dei quali, vedendosi attribuita una cattedra non di loro gradimento (magari perché hanno flaggato ambiti e distretti) hanno tolto la medesima a chi, magari, l’avrebbe accettata.
Fatta questa doverosa premessa il problema principale è stato, e continua ad essere, la mancata presenza di moltissime disponibilità tra cattedre intere e spezzoni, per le quali le singole scuole stanno convocano da gi con clausola fad; se sono fad perché le stesse non compaiono nemmeno nell’ultimo file delle disponibilità pubblicato sul sito atp Roma l’8 Ottobre scorso?
Ed ora arriva il bello ed è quello che deve essere assolutamente attenzionato: chi è stato superato nel primo turno di nomine, suo malgrado, perché le proprie preferenze, per non si sa quale ragione, non risultavano a sistema, stanno occupando momentaneamente da gi alcune delle stesse stanno per essere scalzati da aventi diritto con molti meno punti di loro!! E come può essere possibile tutto questo? E di chi ne è la responsabilità? Un sistema del genere avrebbe funzionato solo se fossero state caricate tutte, o almeno la maggior parte, delle disponibilità. Chiediamo spiegazioni, azioni e, se anche l’anno prossimo dovesse essere utilizzato tale sistema che venga assolutamente rettificato ciò che si deve! che venga effettuato a settembre inoltrato e non ad agosto, o, in caso contrario, imponendo alle scuole di comunicare tutte le disponibilità per tempo.
E,se non sono in grado, si tornasse in presenza, almeno lì sì, si attendeva, ma si sceglieva davvero autonomamente e non si stava nelle mani di scelte non accurate dei colleghi o di un algoritmo “tarato” evidentemente male!

E ancora

Si sta perpetrando una grave ingiustizia antidemocratica ed antimeritocratica nei confronti di migliaia di aspiranti docenti inseriti nelle graduatorie provinciali sul territorio nazionale per le supplenze annuali o fino al termine delle attività didattiche, sia per quanto riguarda le singole discipline sia per il sostegno. Le norme emanate, il sistema informatico messo a punto dal Ministero per le nomine, l’applicazione dello stesso e la ritardata comunicazione delle disponibilità da parte dei Dirigenti scolastici, effettuata in più riprese, non hanno seguito una procedura corretta ed equa per assicurare la certezza del diritto spettante di ogni partecipante sulla base del punteggio posseduto in graduatoria. È, a nostro avviso, fuori da ogni logica selettiva che, dopo aver fatto esprimere delle preferenze ai docenti, l’algoritmo abbia ripreso nelle nomine successive da punteggi inferiori all’ultimo nominato e/o abbia attribuito l’assegnazione della sede senza prima verificarne i reali posti disponibili secondo lerispettive preferenze e punteggio in graduatoria . Risulta, inoltre, che in alcune Regioni l’algoritmo sia tornato indietro ripescando alcuni candidati per poi proseguire scorrendo la graduatoria in modalità arbitraria. Le procedure non sono standardizzate sul territorio nazionale. I docenti sono stati danneggiati sia economicamente sia a livello professionale, perché favoriti irregolarmente quelli che si trovano in coda nella graduatoria. Pertanto si chiede, come atto di giustizia riparatrice, l’annullamento della procedura delle seconde nomine effettuate e il rifacimento delle stesse, ora che si hanno tutti gli elementi per procedere, vista la disparità di trattamento usata dalle varie province. In caso di mancato accoglimento del presente reclamo, il sottoscritto ai sensi della Legge 241/90 chiede che gli vengano fornite motivazioni per iscritto. Si dichiara, inoltre, che se non verrà accolta la presente richiesta, noi docenti avvieremo doverosi ricorsi collettivi o individuali per garantire il rispetto dei nostri diritti, quelli degli studenti e della Scuola tutta fino a ricorrere anche alla Corte suprema dell’Unione Europea. Ringraziando per la disponibilità. Confidiamo nella Vostra collaborazione..

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