Supplenze da Gps, la disperazione dei docenti: scavalcati da chi ha meno punti in graduatoria. Tutti contro l’algoritmo e c’è chi chiede le nomine in presenza

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Non si arrestano le polemiche per l’algoritmo, anche quest’anno ‘impazzito’, che regola le supplenze: sembra essere ormai questo l’iter che porta alla nomina dei docenti a tempo determinato. Un iter che vede errori, reclami e assegnazioni di posti che spesso non seguono l’ordine in graduatoria. Ecco perchè tutti guardano alla nostalgia delle convocazioni in presenza.

“Usp Latina vergognoso! Al primo turno di nomina, sono scomparse le disponibilità sul posto comune nel basso Lazio per poi ricomparire al secondo turno di nomina, ed essere assegnate a candidate con una manciata di punti e ultime in GPS. È veramente frustrante questa ingiustizia! Vogliamo immediatamente la convocazione in presenza e il ripristino del principio di meritocrazia”, scrive una lettrice ad Orizzonte Scuola.

Si tratta di una delle tante testimonianze che la nostra redazione sta raccogliendo in merito all’argomento: “Usp di Trapani: sono state assegnate cattedre su sostegno a persone inserite nelle graduatorie incrociate, scavalcando fasce e docenti con priorità, specializzazione o tre anni maturati sul sostegno”.

“Considerata rinunciataria per non avere scelto una sede, scavalcata alla prima assegnazione e attribuita la cattedra da me scelta ad un candidato con minor punteggio rispetto a me”, dice Bruna.

“L’anomalia è già il fatto che ci sia un algoritmo a scegliere gli insegnanti”, scrive Sara. Anche Alberto è dello stesso avviso: “Il sistema è iniquo, ingiusto e lede i diritti dei precari non tenendo in alcun conto esperienza e posizione in graduatoria”.

I sindacati sono in prima linea contro l’algoritmo e il meccanismo di funzionamento informatizzato delle nomine di supplenza.

Sarebbe giusto parlare di malfunzionamento dell’algoritmo“, ha detto Roberta Vannini, segretaria generale Uil Scuola Campania nel corso del Question time in diretta su OS TV dedicato proprio al tema delle nomine di supplenza.

Abbiamo tantissime persone disperate, perché questo algoritmo ha dimostrato di non essere adatto. Mi sembra assurdo che ci sono tantissimi docenti in Gae da 10 e più anni da precari, che si sono visti soffiare il posto da chi ha punteggi più bassi“, aggiunge Vannini.

C’è qualcuno che difende l’algoritmo e attacca i sindacati che chiedono di tornare alle convocazioni in presenza. Ma probabilmente questi individui non sanno come funziona veramente la scuola“, aggiunge prosegue la sindacalista Uil Scuola.

Dai territori ci pervengono segnalazioni di diversi errori nell’assegnazione delle cattedre e dei posti di sostegno a causa dell’algoritmo che ha gestito la procedura informatizzata“, dice Elvira Serafini, segretaria generale Snals, che evidenzia: “in sostanza i problemi riscontrati sono in parte analoghi a quelli già registrati l’anno scorso e quindi riconducibili alla circostanza che le disponibilità sopraggiunte successivamente alle nomine, per effetto di rinunce alle immissioni in ruolo o per mancanza dei titoli di accesso, non siano state acquisite tempestivamente dal sistema informativo per la prima fase di attribuzione delle supplenze“.

La situazione creatasi con gli errori nelle nomine genererà una serie di ricorsi che comporteranno revoche e riassegnazione di sedi, con grave danno per i precari e per gli alunni che vedranno compromessa fin dall’inizio delle lezioni la continuità didattica“, aggiunge la segretaria Snals.

Ancora più netta la posizione del sindacato USB: “Il sistema di conferimento delle supplenze in modalità telematica si è rivelato fallimentare. Dalla Lombardia alla Sicilia, l’algoritmo ha generato enormi quantità di errori per cui ci troviamo con docenti assegnati a posti inesistenti, scavalcati, erroneamente considerati rinunciatari e con un enorme disagio delle scuole e violazione del diritto al lavoro per migliaia di insegnanti precari”, si legge in un comunicato stampa del sindacato autonomo di base, che ritiene  “l’unica soluzione opportuna e necessaria”, “tornare alle convocazioni in presenza che garantiscono trasparenza nelle operazioni e una soluzione immediata dei problemi che possono sempre verificarsi”.

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