Supplenze da Gps, ancora caos: precari prima ricevono incarico e poi viene annullato

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Prosegue il caos nomine supplenze da Gps con casi sempre più di errori e malcontento generalizzati in tutte le Regioni. Nel frattempo ottobre sta per entrare.

Il contratto di lavoro annuale dura solo due settimane. Come è possibile? Gli errori nelle graduatorie dei precari devono essere corretti e la cattedra, appena ottenuta, salta, si legge su Il Messaggero, che racconta, come sta facendo Orizzonte Scuola da settimane, quanto accade negli istituti scolastici del Lazio e di altre regioni italiane.

In pratica, i precari sono beffati, dato che dopo l’attesa per l’incarico, vedono prima l’assegnazione della supplenza e poi la revoca. Senza contare il danno per gli studenti che cambieranno in molti casi docente già dopo poche settimane.

Per il sostegno, in particolare a Roma, si è assistito ad un botta e risposta fra presidi e Ufficio scolastico, come abbiamo già riportato.

La procedura – spiega il sindacato Flc Cgil – assegna le quote di posti dei riservisti senza considerare la graduatoria di appartenenza dei docenti e senza considerare il possesso o meno della specializzazione sul sostegno o l’esperienza pluriennale acquisita su quella tipologia di posto. Ad esempio considera le graduatorie ad esaurimento e le graduatorie provinciali dei supplenti come un’unica graduatoria: non distingue i docenti specializzati, quindi presenti in prima fascia, i docenti con 3 anni di esperienza sul sostegno quindi iscritti in seconda fascia e i docenti senza titolo di specializzazione né esperienza di lavoro sul sostegno, chiamati dalle graduatorie incrociate di posto comune“.

C’è chi chiede il ritorno delle nomine in presenza, specialmente i sindacati di base come l’USB. La sensazione è che, come ormai avviene da parecchi anni, l’assegnazione definitiva delle supplenze avverrà ad autunno inoltrato.

Il senatore della Lega, Mario Pittoni, vicepresidente della commissione Cultura a Palazzo Madama, sulla questione da tempo segnalava i rischi legati agli errori, al mancato aggiornamento delle graduatorie, agli accavallamenti normativi e all’algoritmo che continua a provocare problemi e annuncia la richiesta di un tavolo ministeriale ad hoc: “Sono diverse le ragioni di questa tempesta perfetta – spiega – tra cui qualche azzardo normativo senza approfondire i possibili effetti collaterali. Al tavolo si raccoglieranno tutte le segnalazioni per poi mettere a punto i correttivi necessari. Quanto subiscono in queste settimane i docenti precari non dovrà più ripetersi“.

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