Supplenze brevi e saltuari, alcuni dirigenti non nominano: classi entrano alla seconda ora o escono alla penultima

di redazione
ipsef

Al caos determinato dalle numerose cattedre da coprire con contratti di supplenza, si aggiunge un’altra problematica legata alla sostituzione dei docenti per assenze brevi e saltuarie, relativamente alle quali i dirigenti fanno sempre più spesso ricorso all’organico dell’autonomia, a discapito dell’ampliamento dell’offerta formativa.

Alcuni dirigenti, però, fanno ricorso ad altre soluzioni “alternative”, che fanno perdere agli studenti ore di lezione curricolare a tutto svantaggio del loro processo d’apprendimento. E’ quanto accaduto, ad esempio, presso un liceo classico calabrese, come apprendiamo da iacchite.com cui è stata inviata una lettera da parte di un genitore.

Il genitore in questione denuncia la condotta del dirigente scolastico, che per sopperire alle numerose assenze di malattia di una docente di Storia e Geografia, ha organizzato l’orario scolastico, in modo che la prof.ssa in questione entri in classe durante le prime o ultime ore. Così, quando la docente è assente, gli studenti vengono fatti uscire un’ora prima o vengono fatti entrare alla seconda ora.

La cosa paradossale, sottolinea il genitore, è che la scuola chiede alle famiglie una giustificazione per le entrate posticipate e le uscite anticipate.

Ciò che chiedono i genitori è soltanto che venga nominato un supplente per garantire il tanto declamato diritto allo studio.

Sino ad oggi, conclude il genitore, “mio figlio non ha fatto una lezione di storia e geografia perché di fatto la prof è assente per malattia ma ufficialmente è perché io ho richiesto che mio figlio uscisse prima o entrasse alla seconda ora.”

La lettera

Versione stampabile
Argomenti:
anief anief
soloformazione