Supplenze, Azzolina: segreterie non dovranno più impazzire dietro le MAD

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Supplenze: dall’anno scolastico 2020/21 per infanzia e primaria si prospetta una vera e propria rivoluzione. Le graduatorie provinciali delle supplenze saranno infatti costituite da due fasce, una per gli abilitati, una per gli studenti di Scienze della formazione primaria. 

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Per la prima volta entrano dunque in graduatoria i laureandi, a partire del terzo anno di Scienze della formazione primaria, corso di laurea quinquennale che abilita all’insegnamento nella scuola di infanzia e primaria.

La norma ha suscitato numerose perplessità. Quale la  necessità di portare in cattedra gli studenti universitari?

Negli ultimi anni la necessità di reperire insegnanti di scuola di infanzia e primaria, non presenti in graduatorie esaurite da tempo, ha costretto i Dirigenti Scolastici ad attribuire le supplenze attraverso le domande di Messa a disposizione (MAD).

Da queste ultime però non sempre sono arrivate le domande di docenti con i titoli per insegnare nella scuola di infanzia e primaria, per cui la necessità ha portato a conferire le supplenze ad aspiranti con diplomi vari o con laurea in Giurisprudenza.

E, nel più fortunato dei casi, ai laureandi di Scienze della formazione primaria.

Al di là come il singolo docente abbia affrontato l’esperienza lavorativa, il Ministero ha voluto mettere un punto fermo ad una situazione insostenibile. E in attesa dell’espletamento del concorso ordinario, la soluzione è quella di istituzionalizzare quello che già avviene, circoscrivendo la possibilità di insegnare alla scuola di infanzia e primaria a chi si è già formato e sta studiando per questo.

Questi giovani lavoravano già – ha spiegato la Ministra durante una intervista a La Stampa durante la visita a Milano – Non è una novità, noi lo abbiamo semplicemente messo all’interno di graduatorie. Questo faciliterà le segreterie che non dovranno più avere a che fare con le Mad, (dichiarazione di Messa a disposizione, ndr.), ad impazzire dietro le Mad e daremo da lavorare a persone che hanno scelto di fare l’insegnante, che hanno fatto un percorso che era a numero chiuso. Persone preparate con passione e amore per la scuola. È un passo in avanti

No MAD senza competenza specifica

L’obiettivo del Ministro è quello di evitare di assegnare la classe a docenti che non sono preparati per quel segmento di istruzione.

Si tratta della laurea che abilita all’insegnamento proprio per questo grado di scuola – ha proseguito il Ministro – e durante la quale si fanno anche specifici percorsi di tirocinio. Parliamo quindi di giovani preparati, perché già in possesso delle competenze derivanti dallo svolgimento del tirocinio.
Ci rimproverano per questo? Diamo spazio ai giovani, in un Paese che li ha spesso dimenticati. Giovani che hanno scelto di insegnare.”

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