Supplenze ATA e secondo lavoro come impiegato presso un privato

di redazione
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Quando è possibile conciliare le supplenze ATA con un rapporto di lavoro presso privati. 

Una nostra lettrice chiede

sono nella graduatoria di 1°fascia come collaboratore scolastico ( 24 mesi – rinuncia al ruolo rimasta iscritta solo nelle graduatorie d’istituto)  ma sono principalmente un lavoratore nel settore privato, impiegata commerciale in una SRL, per un orario part time di 36 ore su 40 (orario base delle piccole aziende commerciali sotto i 16 dipendenti), e sono anche in 3° fascia come AA e AT. in questo periodo arrivano diverse convocazioni per spezzoni di più o meno ore, io sarei interessata a coprire uno spezzone di 6 ore di sabato, ma le due scuole a cui ho mandato la delegami hanno rifiutato adducendo incompatibilità e paletti, cosa che in questi 10 anni che ho fatto supplenze brevi e poi annuali nessuno ha mai posto in essere ( ho iniziato nel 2008 come AT e via di seguito).

riferendomi alla sua risposta del 01/09/19 a Paolo Pizzo, le chiedo se anche nel mio caso vigono le conclusioni che ho letto e quali sono le norme o circolari cui fare riferimento in merito alle conclusioni descritte?

l’ufficio scolastico provinciale cui ho rivolto la stessa domanda mi ha categoricamente risposto che sono incompatibile perché avrei dovuto licenziarmi!!!!!

ringrazio per la cortese risposta, distinti saluti.

di Giovanni Calandrino – Innanzitutto chiariamo che non è possibile spezzare l’orario di una supplenza per motivi personali o per motivi di lavoro privato ma solo per completamento orario ai sensi dell’art. 4 del Decreto Ministeriale 13 dicembre 2000, n. 430.

Quando si sottoscrive il contratto a scuola (sia per assunzione in ruolo che per supplenza) si deve essere liberi da precedenti rapporti di lavoro. Con la sottoscrizione del contratto, infatti, sorge il vincolo di esclusività a tutela del buon andamento dell’Amministrazione (art. 98 Cost.). In tale momento non devono sussistere situazioni ostative la sottoscrizione del contratto di assunzione e, fra queste, l’esistenza di precedenti rapporti di impiego, siano essi di natura pubblica o privata.

Nello specifico la materia della incompatibilità del personale della scuola è regolata dall’art. 53 del D.Lgs. n. 165/2001, il quale prevede che resta ferma per tutti i dipendenti pubblici la disciplina delle incompatibilità dettata dagli articoli 60 e seguenti del d.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3.

Una deroga a tali incompatibilità, salvo dei casi eccezionali (esempio imprenditore), è prevista per il personale in part time con prestazione lavorativa non superiore al 50%.

D’altronde l’art. 58 comma 9 del CCNL/2007 specifica che al personale in part time interessato è consentito, previa autorizzazione del dirigente scolastico, l’esercizio di altre prestazioni di lavoro che non arrechino pregiudizio alle esigenze di servizio e non siano incompatibili con le attività d’istituto della stessa Amministrazione. L’assunzione di altro lavoro, o la variazione della seconda attività da parte del dipendente con rapporto di lavoro a tempo parziale, deve essere comunicata al dirigente scolastico entro 15 giorni.

In conclusione può tranquillamente accettare una supplenza di 6 ore perché al di sotto del 50% dell’intero orario essendo di 36 ore l’orario settimanale di un collaboratore scolastico.

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