Supplenze ATA, abrogato l’art. 59: un collaboratore scolastico potrà lavorare su posto AA solo se intero. “Così ci tolgono la possibilità di migliorare la nostra condizione”

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E’ stata sottoscritta all’Aran il 14 luglio l’ipotesi di CCNL 2019-2021: tra le novità per il personale ATA l’abrogazione dell’articolo 59 del CCNL 2007. Nella sostanza rimane la possibilità per un ATA di svolgere supplenza su posto di profilo superiore ma solo se intero.

L’articolo 70 dell’ipotesi di CCNL 2019-2021:

Il personale ATA in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato può accettare, nell’ambito del settore scuola, contratti a tempo determinato, su posto intero di area superiore o – a parità di area – di diverso profilo professionale o
relativo alle categorie di cui all’art. 33, comma 2 (Categorie professionali), di durata non inferiore al 30 giugno o ad un anno scolastico (31 agosto), mantenendo senza assegni, complessivamente per tre anni scolastici, la titolarità della sede.

L’accettazione dell’incarico comporta l’applicazione della relativa disciplina prevista dal presente CCNL per il personale assunto a tempo determinato, ivi inclusa quella relativa alle ferie.

L’accettazione di un incarico comporta in ogni caso la richiesta di un periodo di aspettativa non retribuita non inferiore alla durata dell’incarico per come stabilita nell’atto di conferimento dello stesso.

Il presente articolo abroga l’art. 59 del CCNL 29/11/2007.

L’art. 59 prevedeva:

1. Il personale ATA può accettare, nell’ambito del comparto scuola, contratti a tempo determinato di durata non inferiore ad un anno, mantenendo senza assegni, complessivamente per tre anni, la titolarità della sede.

2. L’accettazione dell’incarico comporta l’applicazione della relativa disciplina prevista dal presente CCNL per il personale assunto a tempo determinato, fatti salvi i diritti sindacali.

In altre parole, il termine “intero” non era presente e di fatto tanti collaboratori scolastici svolgevano supplenza su posto AA, ma non solo, con part time.

Una norma che preoccupa il personale ATA: “Si toglie la cosa più importante per tantissimi giovani CS neo immessi in ruolo, ci toglie la speranza di poter migliorare in breve tempo la nostra condizione lavorativa. Spero si tratti di un refuso” dice Mario, un cs neoimmesso in ruolo, laureato, che per poter pagare il mutuo ha scelto di fare il cs momentaneamente per poi passare al profilo dell’AA.

Spesso siamo laureati, abbiamo sia le capacità che la voglia di fare, ma il mercato del lavoro di oggi ci costringe a delle scelte pragmatiche” aggiunge.

I posti da AA vengono dati con punteggi altissimi , spesso e volentieri ,anche con enormi sacrifici si accettavano contratti part time al 30 giugno per fare i tanto agognati 24 mesi e passare su altro profilo” evidenzia Antonio, un altro collaboratore scolastico da poco di ruolo.

Nemmeno il ritorno della mobilità verticale placa gli animi: “Peccato che occorrano minimo 5 anni di servizio nel profilo prima di poter fare la domanda, ma il laureato neo immessi in ruolo si trova a competere con chi ha 20 anni di servizio“.

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