Supplenze, Anief: MIUR condannato a 70.000 Euro per abuso contratti a termine

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Anief – I tribunali del lavoro continuano a dare ragione all’Anief sul diritto dei lavoratori precari a percepire le medesime progressioni stipendiali riconosciute ai lavoratori con contratto a tempo indeterminato e a condannare il Ministero dell’Istruzione per abuso e illegittima reiterazione di contratti a termine.

Gli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Irene Lo Bue e Salvatore Russo ottengono quattro nuove sentenze che condannano il Ministero dell’Istruzione a risarcire sei docenti precari per un totale che supera i 70.000 Euro.

Nulle le possibilità del MIUR di ottenere ragione quando in tribunale arrivano i legali Anief che con il loro costante impegno e la professionalità che li contraddistingue riescono sempre a ottenere ragione nella tutela dei diritti dei lavoratori della scuola. Con quattro nuove sentenze emanate dai tribunali del Lavoro di Parma (Avv. Lo Bue) e Civitavecchia (RM), patrocinata sul territorio dall’Avv. Russo, sei docenti ancora precari ottengono finalmente il giusto riconoscimento del grave danno subito per anni a causa dell’illegittima condotta del Ministero dell’Istruzione.

Le due sentenze di Parma, infatti, oltre a riconoscere il diritto delle docenti a percepire gli scatti di anzianità, esaminano nel particolare la specifica situazione dei lavoratori precari della scuola e, senza alcun indugio, rilevano come la sequenza ininterrotta di supplenze stipulate dai ricorrenti addirittura nel medesimo istituto “dimostri che i posti formalmente di organico di fatto fossero, in realtà, posti vacanti e disponibili e che, pertanto, nel caso di specie l’Amministrazione scolastica abbia fatto ricorso abusivamente allo strumento del contratto a tempo determinato, nei termini delineati dalle sentenze della Corte di Cassazione”.

II Tribunali del Lavoro, dunque, in pieno accoglimento del ricorso Anief, condanna il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca a corrispondere ai quattro ricorrenti “un’indennità commisurata all’ultima retribuzione globale di fatto pari a 5 mensilità a titolo di risarcimento del danno, oltre interessi legali dal dovuto al saldo” oltre al diritto “al riconoscimento dell’anzianità di servizio maturata in ragione dei contratti di docenza a tempo determinato di durata non inferiore a 180 giorni nell’arco di ciascun anno di servizio stipulati con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e determinata sulla base dei criteri indicati nell’art. 485 d.lgs. n. 297/1994 e che, per l’effetto, ha diritto alla corresponsione delle differenze retributive maturate secondo le previsioni dei CCNL di settore succedutisi nel tempo, in relazione all’anzianità di servizio così calcolata”.

Il Tribunale del Lavoro di Civitavecchia, riconoscendo il diritto al risarcimento del danno pari a 9 mensilità in favore di due docenti e agli scatti di anzianità pur se ancora precari, inoltre, tiene a evidenziare come “la totale esclusione dell’anzianità di servizio maturata in forza dei suddetti contratti a termine (sia ai fini giuridici che ai fini economici) costituisca una disparità di trattamento contrastante con la normativa comunitaria appena richiamata, non risultando supportata da valide ragioni oggettive, idonee a giustificare trattamenti diversi per situazioni identiche”. In accoglimento dei ricorsi, dunque, il Ministero dell’Istruzione è stato condannato per palese discriminazione e disparità di trattamento, con conseguente onere a riconoscere ai ricorrenti un corrispettivo tra risarcimento de danno e scatti di anzianità che supera i 70.000 Euro.

Il nostro sindacato ricorda a tutti i lavoratori interessati che è ancora possibile aderire agli specifici ricorsi per ottenere gli scatti di anzianità durante il precariato e il risarcimento del danno subito per l’illegittima condotta del MIUR avvalendosi della tutela di legali Anief.

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