Supplenze: a Palermo zero incarichi per infanzia e primaria, posti risucchiati da assegnazioni provvisorie

di redazione
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Una situazione che potrebbe verificarsi anche a Catania e Napoli: i pochi posti disponibili potrebbero essere stati destinati alle assegnazioni provvisorie richieste dai docenti di ruolo per l’a.s. 2017/18 per motivi di salute o familiari.

La coperta è corta, direbbe qualcuno. E accontentare tutti non è possibile: se da un lato la mobilità dei docenti di ruolo ha interessato solo il 30% dei posti disponibili, lasciandone il 60% per le immissioni dei precari, dall’altro chi non è riuscito neanche quest’anno a rientrare nella rosa dei nominati, paga lo scotto del fatto che i posti rimasti liberi sono pochi. E vanno con precedenza alle assegnazioni provvisorie rispetto alle supplenze.

Il Ministero quest’anno aveva posto anche un altro limite: quello del 31 agosto per l’assegnazione delle cattedre ai docenti che richiedevano assegnazione provvisoria. E se lo sforamento di qualche giorno non avrebbe suscitato nessuna polemica, il fatto che ancora in questi giorni alcuni Uffici Scolastici procedano a “rettifiche e integrazione” suscita qualche dubbio.

La questione è nota da sempre: chi ha più diritto alla cattedra? come poter trovare un equilibrio tra le diverse esigenze degli insegnanti?

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