Supplenze 2022, incrocio le dita e confido nell’intelligenza motrice dell’Algoritmo. Lettera

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inviata da Carlo Maria Fabrizi – Carissimi, sto compilando e indicando, proprio in queste ore, le famosissime 150 preferenze per il conferimento di incarichi da GPS. Nel frattempo, mentre cerco scuole, distretti e comuni, mentre clicco noiosamente il mouse per spostare di una posizione per volta una preferenza che mi accorgo essere prioritaria rispetto a un’altra già espressa (ne ho già espresse una quarantina, la salita inizia a farsi faticosa), inizio a fantasticare su possibili scenari infausti.

Vediamone qualcuno. Ho partecipato al concorso straordinario, che probabilmente non vincerò di poco: certo, se la graduatoria fosse stata a scorrimento, sarei probabilmente entrato grazie a quella trentina di persone che nel frattempo hanno vinto l’ordinario; pazienza. Quei posti, a quanto leggo, andranno assegnati da GI (posti ghiotti, presumibilmente al 31 agosto).

Ora, il concorso straordinario al quale partecipo per la provincia di Roma (A11) termina i colloqui il 29 agosto: mettiamo che al 9 settembre le assegnazioni siano state fatte. Quelle trenta cattedre che rimarranno scoperte verranno assegnate da GI. Nel frattempo io avrò accettato un incarico da GPS (magari uno spezzone, o una qualche cattedra che molto probabilmente non sarà soddisfacente, data l’esiguità delle rimanenze): ma attenzione, qualche giorno dopo mi arriva una mail da GI per una bellissima cattedra! Che faccio la prendo?

Magari potessi: se abbandono il servizio da GPS sono depennato per ora e per sempre da ogni tipo di graduatoria. Morale della favola: mi tengo lo spezzone, o la cattedra su altra classe di concorso, o l’insegnamento su sostegno, o, più probabilmente, rimango con un pugno di mosche: non prendo nulla da GPS, non mi arriva nessuna mail da GI (venti scuole, vai a capire tu se ho beccato quelle giuste).

Seconda morale: sarebbe opportuno far partire il sistema a giochi interamente fatti, con disponibilità certe, ergo dopo il cattedramercato dei concorsi. L’anno scorso non è stato così, quest’anno ce la faremo? Quando succederà? Terza morale: un concorso che costa 128 euro dovrebbe avere l’OBBLIGO di riempire TUTTI i posti messi a bando. Le graduatorie dovrebbero essere a scorrimento.

P.S. (dopo qualche ora passata a “flaggare” il flaggabile, ché non si sa mai dovesse esserci uno spezzone di 7 ore al “Verghetti” di Vallepietra: se non lo inserisco sono “rinunciatario”)

E’ davvero curiosa questa pratica di compilare le preferenze senza conoscere la disponibilità, perché ti obbliga a fare scelte “non scelte”: facciamo un po’ di matematica. Roma conta 35 distretti. Per essere sicuro di non tralasciare niente utilizzando il minor numero di scelte possibile dovrei utilizzare, per ogni classe di concorso, almeno 35 preferenze (non esiste scelta sintetica che riguardi l’intera provincia), con tutti i flag spuntati (e già si perde un po’ il concetto di “scelta”, perché lo spezzone in posizione 1 vale più dell’annuale in posizione 2, comunque vicina a casa mia). Questo vuol dire che per le mie tre classi di concorso + graduatoria incrociata di sostegno (solo quella di secondo grado, altrimenti sono già fuori, per carità), ho bisogno di 140 slot. Pensate: 140 preferenze senza effettivamente aver espresso una preferenza (Kafka ci sguazzerebbe in questo pantano)! Con la consolazione, però, di poter esprimere dieci scelte davvero MIE (si sa, dieci è un numero magico). Ma forse sono solo stanco. Eppure mi chiedo: ha senso compilare questa domanda al buio? E ancora: è giusto considerarmi rinunciatario per non aver espresso lo spezzone del “Verghetti” di Vallepietra, che magari ha queste sette ore su cattedra esterna altro comune (così, per complicarci la vita; non ho nulla contro il “Verghetti”, anzi, dopo averlo preso a modello lo inserirò tra le prime scelte, se avrò la forza di cliccare per farlo risalire), pur non avendo alcuna cognizione dell’esistenza di quella cattedra? Sono serio: è legalmente inoppugnabile oppure ho facoltà giuridica di denunciarne l’insensatezza o, quantomeno, la sua paradossalità?

Con queste incertezze e una piccola dose di divertita amarezza proseguo nella compilazione della domanda, incrocio le dita e confido nell’intelligenza motrice dell’Algoritmo perché su quella del Ministero, a quanto pare, meglio non fare affidamento.

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