Supplenze 2021: algoritmo nuovo, inesperienza, disponibilità compaiono dopo un mese, tanta confusione

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Supplenze docenti anno scolastico 2021/22: è mancata una regia che guidasse le operazioni, limasse le imperfezioni, aggiustasse il tiro. E così siamo passati dalla comprensibile soddisfazione sfoderata dal Ministro Bianchi nell’annunciare che al 4 settembre erano già state conferite più di 100mila supplenze, all’allarme sulla provincia di Roma con cattedre ancora vuote e lezioni a singhiozzo ancora al 30 settembre. Cosa non ha funzionato.

Il nuovo sistema dell’algoritmo

Da un lato ha “rivoluzionato” l’attribuzione delle supplenze nel tentativo di semplificare un adempimento che per gli uffici scolastici ha sempre impegnato giorno e giorni di convocazioni. Le regole anti covid hanno accelerato una diversa visione di tutto il procedimento.

Ma qualche accortezza in più era forse necessaria se i sindacati lamentano alcuni errori di fondo

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Inesperienza

Alcuni errori sono da imputare ai docenti stessi, all’inesperienza, al non aver letto con accuratezza le istruzioni per la compilazione della domanda, la circolare sulle supplenze, le FAQ proposte dal Ministero.

La conseguenza più grande è stata che “il docente che non indica tutte le sedi scolastiche o che, pur nominato non si presenta presso la sede ad esso assegnata, è considerato rinunziatario rispetto alle stesse, con conseguente preclusione rispetto ai successivi scorrimenti.”

Lo spiega con dovizia l’ufficio Scolastico di Avellino ai docenti che, non avendo ottenuto l’incarico annuale “lamentano di essere stati “incredibilmente scavalcati”, “pretermessi in modo illecito”, “illegittimamente sopravanzati” nelle graduatorie in favore di altri aspiranti che occupano una posizione successiva”.

Ne ha parlato anche l’Ufficio Scolastico di Brindisi Supplenze docenti 2021/22: perché alcuni docenti non possono partecipare al secondo turno di nomina. CHIARIMENTI

Nuove disponibilità anche dopo un mese

Questo secondo noi è il nodo centrale del problema.

La circolare delle supplenze del 6 agosto 2021 afferma “Terminate le operazioni di utilizzazione e di assegnazione provvisoria, le disponibilità residue utili alle operazioni di conferimento degli incarichi a tempo determinato sono pubblicate a cura degli uffici scolastici regionali sui relativi albi e siti internet entro la data del 13 agosto pv ed entro il giorno antecedente a tale data sono acquisite a sistema le operazioni interprovinciali.

I docenti potevano presentare la domanda tra il 10 e il 21 agosto, quindi se al 13 agosto gli Uffici Scolastici avessero dovuto pubblicare il quadro chiaro e definitivo delle disponibilità, non avrebbero potuto esserci margini di errore.

E questo spiega anche perché alcuni docenti non hanno scelto alcune sedi.

Un allarme che la redazione di Orizzonte Scuola aveva già dato ad agosto nell’articolo

Immissioni in ruolo e supplenze da GPS, POSTI DISPONIBILI: come sono calcolati, come potrebbero cambiare

consigliando di inserire tra le preferenze quelle sintetiche DISTRETTI e COMUNI, per mettersi al salvo dalla spiacevole sorpresa di vedere sfumata la possibilità di supplenza per non aver scelto una sede.

Al di là delle nuove disponibilità determinatesi in seguito alle rinunce, è certamente “fuori sistema” che a fine settembre ci siano ancora nuove disponibilità, mettendo in completa discussione quella data del 13 agosto considerata dal Ministero come termine ultimo per la comunicazione dei posti.

Tanta confusione

Nell’anno scolastico 2020/21 la problematica relativa alle supplenze riguardava i punteggi dei docenti che, controllati sommariamente dall’Ufficio Scolastico per garantire la costituzione delle graduatorie in tempo per l’attribuzione degli incarichi, non garantivano che le nomine fossero corrette.

Se contassimo i decreti di rettifica emanati in questo anno scolastico dagli Uffici Scolastici ne tireremmo fuori un quadro poco edificante.

Quest’anno però le rettifiche alle GPS proseguono ancora e sommate ad un equilibrio precario nell’attribuzione delle nomine, rischiano di far perdere fiducia nei confronti dell’intero sistema.

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