Supplentite cronica pure tra il personale Ata. Anief chiede di finirla di coprire solo il turn over, è ora di assumere su tutti i posti vacanti

WhatsApp
Telegram

La supplentite non domina solo tra gli insegnanti: anche tra il personale Ata della scuola i precari stanno aumentando in modo progressivo.

L’ascesa dei supplenti, due su tre donne, è contenuta nei dati sulle supplenze del personale ATA dello scorso anno scolastico pubblicati in queste ore dal Ministero dell’Istruzione e del Merito: rispetto all’anno precedente, gli Ata precari che hanno sottoscritto supplenze annuali e fino al termine delle lezioni sono aumentati di 6.662 unità.

Considerando che nel 2021/22 erano stati 43.759 i contratti a termine firmati e che l’ultima rilevazione ministeriale ne conta ben 50.421, l’incremento supera dunque il 15% in un solo anno. Degli oltre 50mila supplenti annuali, 13.982 risultano hanno sottoscritto un contratto con scadenza 31 agosto, mentre gli altri 36.439 fino al termine delle lezioni.

“Questi dati – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ci dicono che come già avviene per i docenti, anche tra il personale Ata il reclutamento degli ultimi anni non ha funzionato. Purtroppo tra il personale amministrativo, tecnico e ausiliario la politica è quella di coprire al massimo il turn over: solo che negli ultimi tempi, con la messa a regime della scuola dell’autonomia, gli istituti hanno necessitato di più personale. Basti pensare a quello collegato prima al Covid e adesso ai progetti del Pnrr. Ma anche in questi casi la logica è quella di assumere senza stabilizzare, anche se le esigenze sono permanenti per via dei carichi di lavoro sempre più concentrati nelle scuole e meno negli uffici scolastici periferici”.

“Stando così le cose – continua Pacifico -, chi amministra la scuola italiana non ha più scelta: deve finirla di procedere con poche migliaia di assunzioni l’anno, che coprono a malapena i pensionamenti, ma immettere in ruolo su tutti i posti vacanti, a costo di esaurire le graduatorie pre-ruolo cosiddette di 24 mesi, dove i precari stazionano anche un decennio prima di raggiungere il ruolo. Ne va di mezzo il bene di tutto il sistema formativo, che non può continuare a contare su una percentuale impressionante di lavoratori che ogni anno perdono il posto e quasi sempre devono iniziare in un’altra sede. È lo stesso problema dei docenti, per i quali si continua ottusamente a non adottare il doppio canale: assieme, insegnanti e Ata precari, arrivano a fare contare quasi 300mila supplenti annuali l’anno. Un record che nessun comparto osa anche avvicinare”, conclude il leader Anief.

Come già avviene per i docenti, i precari sono concentrati nel Nord Italia: quasi la metà del precariato Ata si sviluppa infatti nel Settentrione: nel Nord-Ovest il 29,6% e nel Nord-Est il 19,8%. Segue il Centro con il 24%. L’incremento di contratti a termine si è registrato in tutte le aree geografiche: nel Nord-Ovest l’aumento rispetto al 2021/22 è stato del 23.60%; al Centro del 22.18%; nelle Isole maggiori l’incremento a toccato il 20.41%; minore ma sempre positivo al Sud, dove l’aumento ha raggiunto l’11.36%; meno di tutti al Nord-Est, dove si è fatto registrare solo il +2.88%.

Se si guarda al territorio, la regione che ha più necessità di supplenti Ata è la Lombardia con il 16,2%, seguono Emilia Romagna e Piemonte. Per quel che riguarda le supplenze fino al 30 giugno primeggia invece la Campania, con il 92,4%, Seguita da Calabria e Puglia con l’85%. Il maggior numero di necessità fino al 31 agosto si riscontra in Lombardia con il 39%, seguita da Abruzzo e Sardegna.

WhatsApp
Telegram

TFA sostegno IX ciclo 2024. Preparati con la con la metodologia vincente di Eurosofia