Supplenti senza stipendio e senza indennità di disoccupazione pretendono rispetto

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Siamo ancora qui, migliaia di docenti e personale ATA  di tutta Italia dimenticati e abbandonati a se stessi. È appena iniziato un nuovo anno scolastico tra caos e incertezze, ma la cosa ancor più grave è che molti di noi non hanno ancora percepito gli stipendi di quello precedente (per la maggior parte da aprile in poi).

Le promesse del Ministro dell’Istruzione circa i pagamenti entro 30 gg si sono rivelate infondate. Ciò non basta. Niente stipendi, niente indennita’ di disoccupazione. Da quest’anno, infatti, non è sufficiente allegare gli ultimi cedolini (peraltro non in possesso dal momento che gli stipendi non sono stati percepiti), poiché l’Inps tiene conto dell’imponibile contributivo degli ultimi quattro anni e dal momento che lo stesso ha acquisito dal sistema solo una parte dei contributi dei supplenti lavoratori, eroga, quando lo fa, acconti basati su calcoli presuntivi.

Per altri docenti ancora si attende che le domande, presentate tra giugno e luglio, vengano elaborate. Insomma oltre al danno la beffa.

Un anno scolastico, quello passato, veramente pesante. I primi stipendi sono stati percepiti a gennaio e nonostante i solleciti non c’è stata una successiva regolarità nei pagamenti. Niente stipendi, niente disoccupazione. Vogliamo chiarezza, pretendiamo rispetto.

A breve riceveremo, si spera, le chiamate per le supplenze, quest’anno fino all’avente diritto in attesa di graduatorie definitive, e tutti noi “tremiamo” all’idea di iniziare a lavorare senza garanzie sui nostri stipendi, dal momento che attendiamo ancora quelli pregressi.

Nulla è cambiato. Il precariato ancora infierito. La Buona Scuola è anche questa? Dove arriveremo? Lavoriamo con professionalità e diligenza, pretendiamo rispetto e dignità come tutti gli altri lavoratori.

Il gruppo “Supplenti senza stipendio”.

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