Supplenti covid, si lavora per la proroga dei contratti: la politica si muove. I sindacati attendono. Da risolvere il nodo delle risorse

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La questione proroga organico covid è fondamentale per il regolare proseguimento dell’anno scolastico: la politica è già scesa in campo anche a seguito delle spinte da parte delle forze sindacali. Ma al momento, resta in bilico la situazione per circa 55 mila fra docenti e Ata.

La proroga dei contratti dei supplenti aggiuntivi è prevista dalla legge di bilancio: 

Al fine di corrispondere alle esigenze delle istituzioni scolastiche connesse all’emergenza epidemiologica, il termine dei contratti sottoscritti ai sensi dell’articolo 58, comma 4-ter, lettere a) e b), del decreto legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, può essere prorogato fino al termine delle lezioni dell’anno scolastico 2021/2022 nel limite delle risorse di cui al secondo periodo.

L’operazione vale 400 milioni di euro per l’anno 2022.

Fondi che non basterebbero per prolungare l’organico fino a giugno. Come è stato spiegato pochi giorni fa dal Ministero ai sindacati, si stima che il costo necessario a sostenere la proroga dei circa 55.000 contratti attualmente in essere dovrebbe essere di 200 milioni, mentre le risorse ancora disponibili – non in tutte ma solo in alcune regioni – ammontano a circa 60 milioni.

Viale Trastevere ha però rassicurato che in un prossimo provvedimento di legge, a partire dalla conversione del decreto-legge “sostegni ter” (attualmente all’esame del Senato) sia trovata la copertura finanziaria necessaria per la prosecuzione fino alla fine dell’anno scolastico dei contratti in questione per tutto il personale, docente e ATA.

E infatti le forze politiche si sono mosse: prima Fratelli d’Italia, che ha già presentato un emendamento al sostegni ter. Ma per la proroga dei contratti covid si è mossa anche il partito democratico, che “ha presentato un emendamento al “Sostegno ter” per chiedere la copertura finanziaria necessaria alla proroga dei contratti Covid del personale docente e ATA fino al termine delle attività didattiche“, scrive la responsabile Pd Sicilia Caterina Altamore.

Tuttavia i sindacati vorrebbero di più: “perchè non permettere a questi docenti e Ata di entrare nell’organico stabile dopo l’emergenza sanitaria?

C’è ad esempio la Flc Cgil, che “chiesto con determinazione la conversione di queste risorse in posti di organico aggiuntivo docente e Ata, come misura che va oltre l’emergenza Covid. Cosi facendo si metterebbe la scuola, una volta finita la fase emergenziale, di contare su quell’organico rafforzato di cui ha bisogno per garantire una migliore qualità del servizio (riduzione del numero di alunni per classe, sicurezza, sorveglianza e cura degli ambienti di apprendimento)”.

Secondo il sindacato guidato da Francesco Sinopoli, “assegnare questi posti con criteri nazionali, come avviene già per il restante organico, significherebbe anche mettere la parola fine sugli enormi e ingiusti ritardi nel pagamento degli stipendi al personale che tuttora pesa sui contratti Covid“.

Dello stesso avviso l’Anief, che tramite il presidente Marcello Pacifico ha detto che “dobbiamo assolutamente concludere con un po’ più di serenità un anno che, purtroppo, è stato ancora una volta disastroso. C’è chi lavora, i lavoratori vanno pagati e i loro contratti confermati fino al termine delle lezioni, anche se noi vorremmo di più: vorremmo che si uscisse da questa emergenza per mettere finalmente questi posti in organico di diritto e dare alle scuole il personale che necessitano”.

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