Supplenti covid docenti e Ata, fumata nera: il Ministero pronto per la proroga dei contratti, ma le risorse ancora non sono disponibili

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Il Ministero dell’Istruzione esprime la volontà di prorogare l’organico covid ma ancora mancano le risorse. E’ quanto emerge dalla riunione fra l’amministrazione e le organizzazioni sindacali dedicata proprio alla proroga dei contratti del personale docente e ATA Covid.

All’incontro era presenta l’Anief che ha “ribadito la necessità di questo organico non solo adesso, ma anche nel prossimo futuro come organico stabile. Siamo allibiti che le risorse non sono già pronte oggi ci aspettavano altre informazioni, per esempio ed abbiamo chiesto i numeri precisi per qualifica e per regione in modo tale da pensare per settembre come organico strutturale“, dice ad Orizzonte Scuola Andrea Messina.

“Siamo al 3 marzo, questo significa che anche se dovessero arrivare i fondi questo personale sarà pagato sempre in ritardo“, prosegue il sindacalista Anief.

Il Ministero ha le economie ma per utilizzarle ci vuole l’intervento normativo. Stiamo parlando di 55.000 contratti, 2/3 personale Ata“, commenta a caldo la segretaria generale della Cisl Scuola, Maddalena Gissi.

Ci sono 60 milioni di economie per adesso“, aggiunge Gissi, che sottolinea: “Adesso serve un provvedimento di legge urgente con altri 100 milioni“.

Il ministero, infatti, ha specificato che i risparmi quantificati nell’anno 2021 sono di circa 60 milioni di euro il cui riutilizzo richiede comunque un intervento legislativo.

Per quanto riguarda il termine di proroga dei contratti covid, nonostante la norma parli di termine delle lezioni, sono in corso gli approfondimenti di livello tecnico-politico per estendere questo termine alle esigenze delle scuole andando anche oltre il suddetto termine, spiega la Flc Cgil, che ha “chiesto con determinazione la conversione di queste risorse in posti di organico aggiuntivo docente e Ata, come misura che va oltre l’emergenza Covid. Cosi facendo si metterebbe la scuola, una volta finita la fase emergenziale, di contare su quell’organico rafforzato di cui ha bisogno per garantire una migliore qualità del servizio (riduzione del numero di alunni per classe, sicurezza, sorveglianza e cura degli ambienti di apprendimento). Assegnare questi posti con criteri nazionali, come avviene già per il restante organico, significherebbe anche mettere la parola fine sugli enormi e ingiusti ritardi nel pagamento degli stipendi al personale che tuttora pesa sui contratti Covid“.

Il Ministero ha stimato in circa 200 milioni di euro il costo necessario a sostenere la proroga dei circa 55.000 contratti attualmente in essere, mentre le risorse ancora disponibili – non in tutte ma solo in alcune regioni – ammontano a circa 60 milioni.

È stato comunque confermato l’impegno del Ministro e dell’Amministrazione sia nei confronti del MEF che di tutte le forze politiche di maggioranza affinché in un prossimo provvedimento di legge, a partire dalla conversione del decreto-legge “sostegni ter” (attualmente all’esame del Senato) sia trovata la copertura finanziaria necessaria per la prosecuzione fino alla fine dell’anno scolastico dei contratti in questione per tutto il personale, docente e ATA.

Mascherine FFP2

Ci sarà invece la proroga per l’acquisto delle mascherine FFP2 da parte dei dirigenti scolastici sino a fine marzo, ha riferito l’amministrazione nel corso dell’incontro con le organizzazioni sindacali. Si tratta dei dispositivi che le scuole acquistano in caso di casi covid in autosorveglianza.

L’organico covid

La proroga dei contratti è sì svincolata dalla fine dello Stato di emergenza ma resta il fatto che il Governo, per poter permettere a migliaia di insegnanti e Personale ATA di poter lavorare fino a giugno, dovrà aggiungere risorse ad hoc. Così come previsto dalla legge di bilancio 2022.

Infatti, come abbiamo spiegato in precedenza, la legge di Bilancio prevede la proroga del personale docente e ATA prevista fino al termine delle lezioni, che varia in base ai calendari scolastici regionali:

Al fine di corrispondere alle esigenze delle istituzioni scolastiche connesse all’emergenza epidemiologica, il termine dei contratti sottoscritti ai sensi dell’articolo 58, comma 4-ter, lettere a) e b), del decreto legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, può essere prorogato fino al termine delle lezioni dell’anno scolastico 2021/2022 nel limite delle risorse di cui al secondo periodo.

L’operazione vale 400 milioni di euro per l’anno 2022.

La nota ministeriale 1376 del 28/12/21 fornisce le indicazioni per prorogare i contratti del personale docente e ATA Covid al 31 marzo, la stessa di fine dello stato di emergenza. “Tenuto conto dei tempi tecnici di assegnazione delle risorse e della necessaria azione di monitoraggio e coordinamento con gli uffici scolastici regionali, in una prima fase, il termine di scadenza delle proroghe è individuabile nella data del 31 marzo 2022“, scrive Viale Trastevere, che poi puntualizza: “sarà cura dello scrivente Dipartimento, d’intesa con il Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione e con i competenti uffici scolastici regionali, fornire ulteriori indicazioni per la prosecuzione dei rapporti contrattuali fino al termine delle lezioni dell’anno scolastico 2021/2022.

Dunque lato ministero la macchina per prorogare i contratti è pronta ma a quanto pare manca la benzina (i fondi). Benzina che dovrebbe essere garantita dalla politica. La sottosegretaria all’Istruzione, Barbara Floridia, in una recente intervista ad Orizzonte Scuola, ha assicurato il proprio impegno ad agire nei confronti della proroga.

 

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