Supplenti Covid: “Difficile trovare casa in affitto per tre mesi”. Ci sarà proroga contratti?

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“Nessuno vuole affittare l’appartamento per pochi mesi”, “Difficile trovare una stanza disponibile e qualcuno disposto a fare un contratto d’affitto per soli tre mesi”. E ancora: “Come possono non capirlo che non possiamo stare in balia di una decisione, se già è complicato andare lontano da casa?”. Sono alcune delle denunce arrivate alla nostra redazione dai cosiddetti supplenti Covid

Contratti di soli tre mesi, sì, in qualche caso anche meno, dipende dalla data di presa di servizio di docenti e personale ATA e dalle esigenze delle singole scuole, oltre che dalle risorse disponibili assegnate agli istituti. Ciò che al momento è certo è la fine delle supplenze: 30 dicembre 2021.

Diversi gli emendamenti presentati da esponenti politici, forti le richieste avanzate dalle Organizzazioni sindacali, per far sì che i contratti – per i quali sono stati stanziati più di 400 milioni di euro, per un totale di 20 mila insegnanti e 22 mila ATA aggiuntivi -potessero essere estesi al 30 giugno 2022, fino al termine delle attività didattiche. Nessuno degli emendamenti è stato accolto, nemmeno le richieste dei sindacati per ora trovano delle risposte positive.

Nell’ultimo tavolo sul protocollo di sicurezza si è registrata tuttavia un’apertura da parte del ministero alla proroga delle supplenze Covid: la risposta, come già anticipato, arriverà in sede di discussione della legge di Bilancio 2022, dove potrebbe essere inserito un emendamento ad hoc che permetterebbe la conferma dell’organico aggiuntivo per altri mesi, non si sa per quanto. Lo scorso anno scolastico i contratti extra erano fino al termine delle attività didattiche, ma la situazione pandemica era differente rispetto a quest’anno, e certamente non si poteva contare sull’alto numero di vaccinati come ora.

Di fatto la data del 30 dicembre va di pari passo con la cessazione dello stato di emergenza, 31 dicembre 2021, e anche su questo non è dato sapere al momento se davvero terminerà lo stato di emergenza.

Le risorse

Le risorse finanziate sono 422 milioni in totale, e vengono così utilizzate:

  • per il 50% in funzione dell’incidenza del numero degli alunni;
  • per il 20% in base alla presenza di classi con numerosità superiore ai 23 alunni;
  • per il 30%, in funzione dell’indice di fragilità calcolato dall’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (che misura le condizioni di fragilità degli alunni rispetto all’ordine di scuola che frequentano);
  • 50 milioni di euro quale elemento perequativo, con l’obiettivo di garantire che ciascun ufficio scolastico regionale percepisca una somma corrispondente almeno alla spesa realizzata nel periodo settembre-dicembre 2020 per le finalità di cui all’art. 231-bis D.L. 34/2020;
  • 22,44356 milioni di euro al fine di garantire la copertura di risorse umane per le istituzioni scolastiche che presentano almeno cinque classi con più di 26 alunni (per le scuole primarie e le scuole secondarie di I grado) e 27 alunni (per le scuole secondarie di II grado).

Supplenze, caratteristiche contratto COVID: fino al 30 dicembre, da graduatorie di istituto, malattia pagata al 50%

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