Supplenti covid, anche le Regioni fanno pressing: “Prorogare contratti del personale assunto in via straordinaria”

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Adottare provvedimenti nazionali che consentano di prorogare i contratti del personale assunto in via straordinaria a supporto delle attività connesse alla gestione dell’emergenza Covid-19. E’ quanto chiedono le Regioni tra le misure di contenimento del Covid-19 da adottare in una fase di transizione dopo la cessazione dello stato di emergenza, contenute in un documento di proposte inviato al governo.

Dunque, anche se non in maniera esplicita, nell’appello delle Regioni non può non scorgersi il riferimento anche all’organico aggiuntivo covid a scuola, i cui contratti scadono proprio il 31 marzo.

Come più volte sottolineato il Ministero dell’Istruzione ha espresso la volontà di prorogare il contratto per docenti e Ata, ma bisogna trovare le risorse. Anzi quelle, secondo più parti, ci sarebbero, ma va trovata la cornice normativa.

Sono in corso interlocuzioni tra i rappresentanti ministeriali. Riunioni tra tecnici del Ministero dell’Economia e quello dell’Istruzione per capire come intervenire ed evitare di lasciare “a piedi” docenti e Ata.

Per coprire gli ultimi mesi servono quasi 200 milioni di euro (per 55mila contratti di cui 2/3 personale Ata). 60 milioni ci sarebbero già, va trovato il restante.

Secondo quanto raccolto si lavorerebbe per una proroga ponte fino al 30 aprile, poi, con il nuovo DEF (documento di programmazione economica e finanziaria) da presentare entro il 10 aprile, si potrebbe arrivare fino al 30 giugno, così come auspicano politici e sindacati.

Le altre richieste delle Regioni

Le altre proposte dei Governatori sono, in base a quanto si apprende: mantenere la misura dell’isolamento solo per i soggetti positivi a Sars-CoV-2 e sintomatici e attenta valutazione di eventi in comunità chiuse e semi-chiuse attraverso indagine epidemiologica, contact tracing e misure di controllo della diffusione dell’infezione. E’ una delle proposte sulle misure di contenimento del Covid-19 da adottare in una fase di transizione dopo la cessazione dello stato di emergenza contenute in un documento che le Regioni hanno inviato al governo.

Chiedono poi le Regioni di eliminare il green pass per l’accesso ad attività che si svolgono esclusivamente all’aperto, come i ristoranti, ad eccezione dei contesti che per propria natura sono a rischio di assembramenti, come stadi, concerti, parchi di divertimento, per i quali si potrebbe valutare l’introduzione del green pass base invece di quello rafforzato, per arrivare al suo superamento nelle settimane successive alla scadenza dello stato di emergenza.

Ancora, aggiornare, rispetto al contesto attuale, il sistema di monitoraggio. Le Regioni chiedono di monitorare l’andamento dell’epidemia attraverso la valutazione dell’incidenza settimanale e di avviare una revisione della reportistica giornaliera che potrebbe prendere in considerazione solo i dati sulle nuove positività ed occupazione dei posti letto su base settimanale, eliminando le comunicazioni quotidiane relative alla situazione della pandemia.

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