Supplenti convocati: obbligatorio dare disponibilità tramite piattaforma o posso usare la mail? Docente precario viene risarcito, ecco perché

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Oggi alle convocazioni delle supplenze si dà riscontro con la procedura telematica, con le piattaforme, ma la norma attuale non sembra prevedere come unica modalità di comunicazione quella prevista dal sistema informatico, anche una mail inviata entro i termini di convocazione può essere più che idonea per soddisfare la volontà di risposta dell’interessato e se si assegna al supplente sbagliato la supplenza, il danneggiato avrà diritto al risarcimento danno oltre che al riconoscimento ai fini giuridici ed economici del periodo non lavorato.

La questione
Nel caso in commento il ricorrente ricopriva una posizione più alta in graduatoria d’istituto rispetto a quella dell’assegnatario della supplenza, venivano entrambi convocati per la supplenza in oggetto e, dei due, il primo ha comunicato la propria disponibilità tramite il portale mentre il secondo, non riuscendo a utilizzare il portale in oggetto (impedimento opportunamente comunicato) ha risposto all’interpello tramite mail, palesando la propria disponibilità alla supplenza. Ma la supplenza veniva assegnata a chi rispondeva tramite il portale che rivestiva una posizione in graduatoria inferiore.

Non esiste alcuna norma che imponga l’utilizzo esclusivo del portale per rispondere alle convocazioni
Il giudici, nella sentenza del Tribunale di Brescia, n° 809/22, affermano che non sussiste alcuna norma ovvero previsione contrattuale che imponga al collaboratore convocato l’esclusivo utilizzo della piattaforma per comunicare la propria disponibilità . Nel caso di specie il ricorrente si è trovato, senza colpa, nell’impossibilità di utilizzare il portale dedicato. Invero, continuano i giudici, si tratta di una circostanza non solo tempestivamente resa nota, ma comunque superata dalla stessa mail inviata con cui l’interessato ha prontamente comunicato la propria disponibilità alla supplenza. La segreteria scolastica ha tuttavia errato, afferma il Tribunale, nell’accogliere il ricorso del lavoratore, consultando le graduatorie in una versione non aggiornata così assegnando la supplenza alla persona sbagliata.

Le procedure nell’assegnazione delle supplenze sono complesse ma va risarcito il danneggiato
L’errore, per quanto umanamente comprensibile nell’obiettiva e fisiologica complessità delle procedure di assegnazione, non appare in ogni caso addossabile, neppure in minima parte, all’operato del ricorrente il quale, come detto, ha risposto alla convocazione nei termini tramite mail, correttamente ricevuta e scaricata dalla segreteria. Pertanto, in accoglimento del ricorso, il Tribunale accerta e dichiara l’illegittimità dell’assegnazione della supplenza conseguentemente deve esser riconosciuto il diritto al risarcimento del danno economico patito per la mancata assegnazione dell’incarico, senza alcuna riduzione per eventuali indennità di disoccupazione e il convenuto viene altresì condannato a riconoscere al ricorrente il periodo oggetto di supplenza a fini sia giuridici che economici.

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