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Supplenti con più CU: come evitare brutte sorprese nel 730

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Come evitare di dover andare a debito con la dichiarazione dei redditi in caso di più sostituti di imposta. Il caso dell’insegnante supplente.

In presenza di più datori di lavoro nel corso dell’anno, e quindi in presenza di più certificazioni uniche, il rischio di trovarsi a debito in dichiarazione dei redditi non è remoto. Ma un modo per evitare questo inconveniente esiste. Vediamo qual è rispondendo alla domanda di una nostra lettrice che ci scrive:

Buongiorno,Sono un’insegnante precaria, mi è da poco scaduta la maternità obbligatoria INPS e ora sono in disoccupazione.
Mi arrivano richieste di supplenza che sto valutando se accettare per concludere l’anno scolastico in servizio e accumulare punteggio.
Vi chiedo: ai fini del 730, l’ avere più lavori come supplente (e quindi più CUD da presentare) mi porta a tassazioni maggiori (e quindi ritrovarmi a fine anno con tasse da pagare invece di avere un rimborso?). Faccio questa domanda perché un anno, in presenza di 2 cud, ho avuto spiacevole sorpresa al momento della dichiarazione dei redditi (ho dovuto versare circa 1000 euro all’agenzia delle entrate). Vi ringrazio per la vostra attenzione.

Supplenti con più CU

Quello che descrive non è un evento raro per gli insegnanti precari. Già avere un contratto di lavoro a tempo determinato e la Naspi per qualche mese espone al rischio di trovarsi a debito verso l’Agenzia delle Entrate in sede di dichiarazione dei redditi. E questo perchè ogni sostituto d’imposta (datore di lavoro o INPS) tassa le retribuzioni mensili del lavoratore solo in base a quanto da lui erogato in mancanza di specifiche segnalazioni del dipendente.

In sede di dichiarazione dei redditi, però, la tassazione viene applicata sul reddito complessivo e questo potrebbe comportare un passaggio allo scaglione successivo o, anche, l’uscita dalla no tax area.

Le faccio un esempio concreto: supponiamo che una docente abbia un contratto di 3 mesi con una scuola da cui percepisce un totale di 2000 euro, un secondo contratto con un’altra scuola da cui percepisce, annualmente, 7000 euro e poi, in estate l’indennità di disoccupazione pari a 3000 euro totali.

la prima scuola, la seconda scuola e l’INPS che eroga la disoccupazione non applicano nessuna tassazione perchè in ogni singolo rapporto si rimane al di sotto della no tax area (fissata a 8145 euro per i lavoratori dipendenti) ovvero quel limite di reddito in cui le detrazioni annullano la tassa dovuta. Ma nel reddito complessivo (di 12 mila euro) si supera abbondantemente la no tax area e, di fatti, si è tenuti a pagare l’IRPEF che verrà, quindi, addebitata in sede di conguaglio sulla dichiarazione dei redditi.

Lo stesso caso si verifica anche se in tutti i 3 i rapporti si supera la no tax area: prima scuola con 12000 euro, seconda scuola con altri 9000 euro più 9000 euro di Naspi (impossibile ma è soltanto un esempio per comprendere).  Ogni singolo sostituto di imposta applicherà l’aliquota IRPEF del 23% perchè il lavoratore in ognuno dei rapporti non supera il primo scaglione fissato a 15mila euro. Ma nel totale complessivo di 30 mila euro il lavoratore non solo supera il primo scaglione per entrare nel secondo, ma supera anche il secondo per entrare nel terzo. E nonostante abbia avuto una tassazione totale del 23% avrebbe dovuto pagare il 23% sui primi 15mila euro, il 25% sui redditi compresi tra 15mila e 28mila euro ed il 35% sui redditi eccedenti i 28 mila euro.

La differenza della tassazione applicata e quella realmente dovuta la ritroverà nel 730, fatte salve le detrazioni da lavoro spettanti.

E’ però possibile evitare che questo accada comunicando a tutti i sostituti di imposta successivi al primo che non devono tenere conto solo del reddito prodotto presso di loro. Nel foglio in cui si richiedono le detrazioni d’imposta annuali, quindi, è necessario NON barrare la casella che viene spuntata generalmente, ovvero quella che riporta ” calcolarsi ed attribuirsi in base al reddito complessivo presunto annuo”, ma barrare la seconda casella, quella “da calcolarsi ed attribuirsi in base al seguente reddito complessivo presunto” e bisognerà indicare quale si presume sarà il reddito annuo complessivo.

In questo caso sempre meglio tenersi larghi per eccesso piuttosto che per difetto per fare in modo di non dover pagare nulla in sede di 730. La tassazione, infatti, sarà applicata mensilmente da ogni sostituto di imposta in modo corretto.

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