Supplenti ATA: permessi per motivi familiari o per visite specialistiche

di redazione
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Personale ATA a tempo determinato: i permessi per motivi personali/familiari e per visita, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici.

Un nostro lettore chiede

“Sono una coll. scol. di ruolo e da tre anni lavoro come a.a. art.59.  la mia domanda è: ho diritto ai tre giorni di motivi familiari retribuiti?  Inoltre le 18 ore per visite si devono recuperare si o no sia per il personale a t.d. che per il personale a t.d., perche la normativa non mi è chiara.  Grazie mille  Cordiali saluti”

di Giovanni Calandrino – Il personale a tempo indeterminato che accetta supplenza annuale ai sensi dell’art. 59 del CCNL/2007 scuola, al momento dell’accettazione della supplenza cambia il suo status giuridico dunque da personale a TI diventa a TD, parimenti al personale di ruolo si ha diritto alle 18 ore di permesso per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici. Fruibili su base sia giornaliera che oraria, nella misura massima di 18 ore per anno scolastico (art. 33 del CCNL scuola/2018). E non vanno recuperati!

Per quanto riguarda invece i permessi per motivi personali/familiari, in qualità di personale a tempo determinato si ha diritto a sei giorni di permesso NON-RETRIBUITO documentati anche mediante autocertificazione.

Il riferimento normativo è il comma 1 dell’art. 19 del CCNL/2007 scuola “Al personale assunto a tempo determinato, [omissis] si applicano, nei limiti della durata del rapporto di lavoro, le disposizioni in materia di ferie, permessi ed assenze stabilite dal presente contratto per il personale assunto a tempo indeterminato, con le precisazioni di cui ai seguenti commi”.

Il comma 7 del medesimo articolo novella che “Al personale docente, educativo ed ATA assunto a tempo determinato, ivi compreso quello di cui al precedente comma 5, sono concessi permessi non retribuiti, per la partecipazione a concorsi od esami, nel limite di otto giorni complessivi per anno scolastico, ivi compresi quelli eventualmente richiesti per il viaggio. Sono, inoltre, attribuiti permessi non retribuiti, fino ad un massimo di sei giorni, per i motivi previsti dall’art.15, comma 2”.

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