Superiori con 4 anni di studio e non 5, si avvia la sperimentazione tra continuità politica e timori per nuovi tagli

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red – Avviene presso il bresciano Liceo Carli la sperimentazione di un corso di studi della durata di 4 anni invece di 5. Gli studenti potranno svolgere l’esame al termine del quarto anno. Riproponiamo timori e dibattiti al tempo del Ministro Profumo.

red – Avviene presso il bresciano Liceo Carli la sperimentazione di un corso di studi della durata di 4 anni invece di 5. Gli studenti potranno svolgere l’esame al termine del quarto anno. Riproponiamo timori e dibattiti al tempo del Ministro Profumo.

Giorno 13 settembre, il Ministro Carrozza ha firmato il decreto 766, con il quale si dà il via alla sperimentazione.

La Sperimentazione non riguarda una semplice decurtazione del percorso di un anno, ma anche l’avvio di una metodologia che punti ad una didattica per competenze, laboratoriale e integrata. Il tutto con lo scopo di accorciare i tempi di apprendimento e consentire di ammortizzare la mancanza del quinto anno.

Il Ministro non ha mancato di commentare la peculiarità della sperimentazione: "Se questo corso ci fosse stato quand’ero studentessa – ha detto – anch’io mi sarei iscritta a una scuola come la vostra”

Continuità politica

La sperimentazione giunge dopo che l’ex Ministro Profumo, nel suo atto di indirizzo finale (una sorta di testamento di intenti rivolto al suo successore) aveva indicato tra le priorità l’adeguamento dei corcorsi di istruzione "agli standard europei", come si legge nel testo.

La questione era stata oggetto di dibattito già a partire dalll’insediamento di Profumo, che aveva istituito una commissione ad hoc, per studiare delle ipotesi al fine di decurtare di un anno il percorso di studi.

Le ipotesi sul tavolo prevedevano di

  1. anticipare l’inizio della scuola primaria a 5 anni (ma la scelta, spiegano i tecnici, ha diverse "controindicazioni" pedagogiche)
  2. ridurre gli anni totali di scuola da 13 a 12 con la "quadriennalizzazione" delle superiori

L’ultima opzione era quella consigliata.

Il Ministro Carrozza ha, dunque, deciso di seguire il consiglio, avviando la sperimentazione.

I tagli

Fin da subito, al tempo di Profumo, l’attenzione si concentrò sulla questione organici.

La decurtazione di un anno del percorso di studi si traduce in un risparmio di 1.380 milioni di euro, che il Ministro Profumo aveva preventivato venissero utilizzati per potenziare la didattica.

Ma in gioco ci sono anche 40mila cattedre e l’eventuale gestione dei soprannumerari, per i quali era sceso in campo l’allora (ed attuale) sottosegretario Marco Rossi Doria, che ha proponeva l’istituzione di un organico funzionale per ammortizzare i "senza cattedra".

Organico funzionale che permetterebbe alle scuole di autodeterminare il numero necessario di docenti in base alla sua offerta formativa e alla necessità di sostituzione dei docenti, incidendo sui posti lasciati liberi dai pensionamenti, ma anche sui posti a disposizione dei docenti precari.
Insomma, alla fine della catena di toppe a farne le spese sono sempre i più deboli

Numerose le reazioni, al tempo, da parte delle forze politiche, sindacali e associative.

Tra i possibilisti proprio il Partito Democratico, che per bocca dell’ex responsabile scuola, Francesca Puglisi, aveva assentito, ma mettendo dei paletti proprio sulla questione organici.

Parte intanto, nel più assoluto riserbo, la sperimentazione, in una linea di continuità che prende le mosse già in tempi non sospetti, quando il Ministro Berlinguer proponeva i 7 anni di scuola di base e 5 anni di scuola superiore, con relativa la scomparsa della scuola media.

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