Superamento precariato e no regionalizzazione, Anief: bene partenza Ministro Fioramonti

di redazione
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Comunicato ANIEF –  Nel giorno del giuramento al Quirinale del Governo Conte bis, il neo ministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti rilascia delle dichiarazioni promettenti: sostiene di volere far approvare il prima possibile il decreto salva-precari saltato nell’esecutivo precedente, con l’intenzione di migliorarne i contenuti, perché sostiene che la piaga della supplentite deve essere debellata; si oppone a qualsiasi forma di regionalizzazione, poiché ricorda, come ha sostenuto sempre l’Anief, che nella scuola già esiste ampia autonomia; infine, si dimostra deciso nel chiedere finanziamenti immediati, pari a due miliardi di euro, attraverso la prossima Legge di Stabilità reputandoli indispensabili per risollevare il settore minacciando di rimettere il mandato nel caso ciò non avvenisse.

Fa ben sperare anche il programma predisposto dalla nuova maggioranza governativa, nel quale si parla apertamente di cancellazione delle classi pollaio, valorizzazione economica del ruolo dei docenti, miglioramento della sicurezza e del diritto allo studio, contrasto degli abbandoni precoci e del fenomeno del bullismo.

Marcello Pacifico (Anief): Quella del ministro Lorenzo Fioramonti ci sembra un’ottima partenza, perché va a toccare dei tasti dolenti per la Scuola italiana, per i quali il nostro sindacato si batte da anni senza avere però mai ottenuto riscontri positivi da parte dei precedenti titolari del Miur. Riteniamo anche importante stabilire al più presto un confronto con il neo ministro, per entrare nei dettagli su come agire per stabilizzare le tante tipologie di precari che esistono e fanno andare avanti oggi l’istruzione pubblica. Confidiamo inoltre nella concretizzazione della questione economica che continua a far rimanere i lavoratori della scuola italiana su livelli indecorosi e addirittura molto al di sotto del tasso di inflazione.

Inizia con il piede giusto l’avventura di Lorenzo Fioramonti al dicastero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca: intervistato dalla stampa nazionale, ha dichiarato di voler combattere prima di tutto la supplentite, sia a livello scolastico che universitario, rivendicando anche finanziamenti adeguati, la necessità di abbattere il numero massimo di alunni per classe e di innalzare finalmente gli stipendi dei dipendenti meno pagati dell’amministrazione italiana, i quali però svolgono un lavoro di notevole complessità e che ha ricadute dirette sulla qualità del sistema-paese.

Alle belle parole del neo ministro si aggiunge un soddisfacente programma predisposto dalla nuova maggioranza governativa, composta dal Movimento 5 Stelle e dal Partito Democratico, nel quale si indicano una serie di punti rilevanti: contro le classi troppo affollate; a favore della valorizzazione, anche economica, del ruolo dei docenti; il potenziamento del piano nazionale per l’edilizia scolastica; la garanzia della gratuità del percorso scolastico per gli studenti provenienti da famiglie con redditi medio-bassi; il contrasto della dispersione scolastica e il bullismo.

Fa poi ben sperare la decisione del ministro Fioramonti di “pretendere” alcuni miliardi di euro, anche per l’Università, attraverso la prossima legge di bilancio; ha infatti dichiarato che “ci vogliono investimenti subito, nella legge di Bilancio: due miliardi per la scuola e uno almeno per l’università. Lo dico da ora: se non ci saranno, mi dimetto”.

La volontà di debellare le classi pollaio si rispecchia in pieno con le richieste del sindacato, che ha predisposto più volte degli emendamenti per ridurre in modo sensibile il numero di allievi per classe, visto che continuano ad autorizzare classi con oltre 30 alunni, soprattutto alle superiori. Sempre a proposito di studenti, il sindacato ha più volte sollevato la problematica legata al bullismo e cyberbullismo, chiedendo una normativa adeguata ai tempi e in grado di tutelare i tanti alunni sottoposti a situazioni limite, che talvolta sfociano in veri e propri drammi.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, apprezza quindi l’ingresso di Lorenzo Fioramonti nel nuovo ruolo di ministro: “Prendiamo atto del cambio di rotta che il neo titolare del Miur ha deciso di attuare all’interno del ministero dell’istruzione, ce n’era bisogno. A questo proposito chiediamo pubblicamente a Fioramonti di convocarci il prima possibile, in modo da illustrargli i tanti nodi da sciogliere nel settore. C’è da attuare innanzitutto l’immissione in ruolo dei precari, già inseriti nelle GaE, nelle graduatorie di merito e regionali, anche collocandoli in un’unica lista di attesa nazionale e all’occorrenza con l’utilizzo della seconda fascia d’istituto; è indispensabile agire con immediatezza sull’adeguamento degli organici di fatto a quelli di diritto e introdurre organici differenziati per territorio; come l’avvio di percorsi abilitanti obbligatori, affidati a Università o Usr , rivolti a tutti i precari di terza fascia d’istituto o con un’esperienza minima di precariato”.

“Ricordiamo al ministro – dice ancora Pacifico – anche quanto sia importante riaprire la partita degli stipendi, passando per il rinnovo di contratto collettivo nazionale, partendo dall’utilizzo, mai attuato, dei fondi ricavati dal dimensionamento della Legge 133/2008, che porterebbe un immediato aumento di 200 euro medi mensili a docente e anche l’attivazione della progressione di carriera del personale, pure questa mai avviata, che a tutt’oggi costringono gli amministrativi e i collaboratori scolastici sulla stessa tipologia di posto per decenni”.

Sul fonte del precariato, per fare un esempio, esistono una miriade di situazioni di tipologie diversificate che vanno immancabilmente sanate attraverso la progressiva stabilizzazione dei tanti supplenti inseriti nelle varie graduatorie: docenti ancora inseriti nelle GaE, con o senza riserva; docenti vincitori e idonei del concorso 2016; docenti del concorso 2018 secondaria per abilitati; docenti del concorso straordinario 2018 infanzia e primaria; docenti con tre (e più) anni di servizio; docenti con meno di tre anni di servizio; laureati con 24 CFU, che entrano nel circuito delle supplenze.

“Riteniamo inoltre imprescindibili – continua Pacifico – le approvazioni di nuove norme che portino a una reale e identico trattamento del personale precario rispetto a quello di ruolo, anche prevedendo una ricostruzione di carriera con valutazione piena di tutti gli anni di supplenza. Abbiamo predisposto tutto all’interno di un #decretosalvascuola sintetizzato in sei punti, che – conclude il sindacalista – consegneremo al ministro in occasione del primo incontro al Miur”.

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