Suor Alfieri: docente colpita da pallini, che c’è di male? Tanto a Sanremo si distruggono le scenografie

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Di Suor Anna Monia Alfieri – Ritengo che quanto avvenuto sul palco del Festival di Sanremo con il cantante Blanco che sfoga la propria rabbia e il proprio disappunto per un problema tecnico verificatosi durante la sua esibizione sia davvero grave e non abbia scusanti. Quale esempio hanno offerto agli spettatori il cantante e il servizio televisivo pubblico? Certamente un esempio negativo, da condannare senza appello.

Lamentiamo nelle scuole e tra i gruppi giovanili l’esistenza del fenomeno del bullismo, andiamo denunciando da tempo l’aumento dei fenomeni di violenza fra i giovani e il vandalismo che danneggia gli edifici e le aree pubbliche: come
possiamo tollerare un simile atteggiamento? Mi sarei aspettata la squalifica del cantante dalla gara. Invece no.

Torniamo sempre al solito discorso: tutti ma, in particolare, i personaggi pubblici, a qualsiasi settore appartengano, devono essere consapevoli che sono investiti di una responsabilità nei confronti delle persone, specie quei personaggi che devono la loro notorietà al pubblico più giovane. Un qualsiasi studente potrebbe sentirsi autorizzato ad emulare Blanco distruggendo le aiuole nel cortile della propria scuola: tanto cosa succede? Che c’è di male? Probabilmente, e paradossalmente, lo studente sarebbe sospeso, Blanco, invece, continua la sua presenza al Festival. Lo studente colpisce la docente con pallini sparati ad aria compressa. Che c’è di male? Tanto a Sanremo si distruggono le scenografie costate lavoro, impegno e, danaro pubblico. Ma impegno, lavoro e denaro cosa sono di fronte ad un inconveniente tecnico? Nulla, ovviamente, perché hanno danneggiato la performance del grande cantante.

Cosa c’è di peggio nella vita? Tra l’altro l’episodio è avvenuto nella serata in cui si ricordava il 75esimo anniversario della nostra Costituzione alla presenza del Capo dello Stato. Da De Gasperi a Blanco: abisso orrido immenso verrebbe da dire citando il buon Leopardi. Chissà, tra l’altro, se il nostro bizzoso cantante lo ha studiato. Probabilmente no, visti i risultati.

Ma a ognuno il suo, ai posteri l’ardua sentenza, diciamola con Manzoni e concludo le citazioni perché scomodare i Grandi è quasi offensivo. Per i Grandi, di tutti i tempi, ovviamente.

Invito tutti a riflettere sul ruolo educativo che ciascuno di noi ha, sulla responsabilità, sulla coerenza, sugli effetti che il nostro comportamento può avere sugli altri.

Torniamo ad instillare nei nostri giovani la serietà, il rispetto per la fatica ed il lavoro altrui, il senso del bello. La cultura del ma tanto va sradicata con energia, pena il concetto stesso di civiltà.

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