Sul fronte delle scuole riaperte il PD si spacca: “Se il rientro funziona sarà merito solo di Azzolina”

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Mercoledì 9 dicembre è la data che il governo pare abbia pensato per la riapertura graduale delle scuole superiori con la Didattica a distanza che scenderà alla quota del 50%. Il fronte, però, sulla riapertura delle scuole, all’interno del governo, non è compatto. Tutt’altro.

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Il Movimento Cinque Stelle e Italia Viva spingono per la riapertura, il Pd e Leu, invece, frenano. In realtà non tutto il Partito Democratico sembra compatto nell’idea di fermare la didattica in presenza.

Nelle scorse ore è stato reso noto un documento, a firma dei senatori di maggioranza della Commissione Cultura nella quale si chiede al premier Conte di riattivarsi per un ritorno in presenza. Secondo fonti parlamentari l’ordine partito dal Nazareno era un altro: “Non appiattirsi su questa battaglia che, se vincente, sarà solo per merito dalla ministra Azzolina”.

In realtà la missiva è stata firmata solo dai senatori, mentre nulla dai deputati perché pare che Franceschini abbia bloccato tutto. Infatti sia il ministro dei Beni Culturali che Nicola Zingaretti, segretario del Partito Democratico, sarebbero decisi non a concedere nulla ai grillini tanto che Zingaretti avrebbe detto alle agenzie questa dichiarazione: “Decide la scienza”.

Un dato è certo: Azzolina e Conte puntano al 9 dicembre per far tornare in classe più studenti possibili, ma nel mezzo c’è il Partito Democratico che anche in questa occasione è spaccato.

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