Sui precari Renzi ha ragione: la scuola non è un ufficio di collocamento. Allora il Governo li assuma tutti e subito

di redazione
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Anief – Le esternazioni del premier Renzi sui precari della scuola continuano ad essere dettate da convinzioni a dir poco discutibili.

Anief – Le esternazioni del premier Renzi sui precari della scuola continuano ad essere dettate da convinzioni a dir poco discutibili.

È delle ultime ore l’intervento del presidente del Consiglio, che nel corso della trasmissione Bersaglio mobile su La7, ha detto sui supplenti che “tutti non si possiamo prendere, non è un ammortizzare sociale, la scuola deve funzionare. Abbiamo preso le GAE e abbiamo detto: li assumiamo tutti”. E, nello specifico sull'abilitato TFA: "Ha dovuto pagare per un corso, ma non ha lo stesso titolo e lo stessa validità giuridica di chi ha fatto un concorso o le Ssis".

Il premier ha quindi scoperto le carte: quando ha detto di stare pensando agli abilitati della II fascia delle GI, intendeva dire che pensava ad uno strumento di valorizzazione del titolo, ma solo ai fini del superamento del concorso a cattedre, che dal 2016 diventerà la modalità esclusiva per le immissioni in ruolo. Renzi, invece, chiude alla possibilità di inserimento nelle GaE dei docenti abilitati dopo il 2011. E di conseguenza al loro inserimento nel piano assunzioni.

A parte il fatto che non tutti i docenti inseriti nelle GaE verranno assunti, perché dei 23mila maestri della scuola dell’infanzia non ne verrà stabilizzato nemmeno uno e complessivamente rimarranno precari almeno in 30mila, forse il premier non è stato informato su un dato inequivocabile: coloro che si sono abilitati con i TFA hanno superato un esame di accesso in entrata ai sensi della stessa legge, la 264/99, su un organico triennale disponibile esattamente come è avvenuto per accedere ai corsi SSIS ed in base allo stesso principio che autorizza i posti banditi nel concorso a cattedra. Ma oggi rimangono fuori dalle graduatorie. Pure chi si è abilitato con il PAS ha conseguito un titolo analogo a chi è stato ammesso ai corsi SSIS, ai sensi della legge 143/2004 per via degli anni di servizio prestati. E anche loro, in base a quanto previsto dal ddl di riforma, sono stati lasciati fuori dalle GaE.

E che dire di chi si è abilitato attraverso i corsi di Scienze della Formazione Primaria negli ultimi quattro anni, pure loro lasciati ai margini delle graduatorie, malgrado avessero svolto il medesimo corso di coloro che invece sono stati inseriti e assunti fino al 2011? Per non parlare di chi è senza abilitazione ma insegna da anni su posto vacante e può essere immesso in ruolo in virtù della storica sentenza emessa dalla Corte di Giustizia europea nel novembre scorso.

“Renzi farebbe davvero bene ad informarsi meglio sui precari della scuola – sostiene Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir –, perché coloro che sono stati abilitati all’insegnamento dallo Stato o che sono stati chiamati dalle scuole a insegnare, hanno il pieno diritto ad esercitare questa professione: non devono fare un altro lavoro. È significativo che l’anno prossimo, ammesso che il piano straordinario di assunzioni previsto dal ddl 2994 venga approvato e abbia immediata attuazione, saranno non meno di 100mila i supplenti che continueranno ad essere chiamati per far funzionare le nostre scuole”.

“Dire quindi che questo Governo eliminerà il precariato – continua Pacifico – è pura utopia, perché a settembre 2015 due supplenti su tre continueranno ad essere inquadrati da graduatorie, pur essendo in possesso di servizi, titoli e abilitazione all’insegnamento. In alcuni casi si tratta di docenti con abilitazioni plurime, provvisti anche di specializzazione per l’insegnamento agli alunni disabili. A tal proposito, pure sui docenti di sostegno si procederà in linea con il passato, oltraggiando le indicazioni della Curia di Lussemburgo: a fronte di 40mila posti vacanti e disponibili, si assumeranno appena 10mila insegnanti specializzati. Così, ancora una volta, la ‘partita’ si sposterà nei tribunali: molti dei docenti rimasti fuori hanno già vinto il ricorso con Anief. Come i diplomati magistrali o i docenti già abilitati incredibilmente cancellati dalle GaE”.

Anche se il Governo fa finta di non saperlo, parlando astrattamente di numeri, la realtà è che esistono (e continueranno ad esistere anche dopo l’approvazione della riforma della scuola Renzi-Giannini) diverse migliaia di abilitati attraverso i vari corsi PAS, SFP, TFA e altri corsi formativi abilitanti che rivendicano, a ragione, lo stesso trattamento: il diritto alla corretta collocazione in graduatoria e all’assunzione. Per loro sarebbe bastato rendere applicabile quanto già previsto dalla Legge 143/2004, la quale prevede l’inserimento con riserva di tutti coloro che frequentano un corso abilitante. Con lo scioglimento della riserva stessa da far scattare non appena conseguito il titolo.

“Se il Governo vuole evitare la débâcle nelle aule di giustizia – conclude Pacifico – , farebbe ancora in tempo a modificare il piano di assunzione del disegno di legge La Buona Scuola. Perché, su questo siamo d’accordo con Renzi, la scuola non è un ufficio di collocamento, dove si deve fare una scelta. Arrivati a questo punto, con la Commissione europea che sorveglia l’andamento della riforma, il Governo non ha altra scelta: i precari vanno assunti tutti e subito”.

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