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Sud cancellato dai libri di scuola, interviene il partito di Miccichè

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dp – La Cabina di Regia e la Commissione, che sotto il Ministro Gelmini hanno redatto le nuove indicazioni nazionali per i licei, sotto accusa. ‘‘L’ex ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini con una semplice direttiva ha cancellato dai programmi scolastici delle scuole secondarie superiori gli autori meridionali del ‘900. Una vera e propria indecenza”. La denuncia è di Grande Sud. Noi ce ne eravamo occupati due mesi fa.

dp – La Cabina di Regia e la Commissione, che sotto il Ministro Gelmini hanno redatto le nuove indicazioni nazionali per i licei, sotto accusa. ‘‘L’ex ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini con una semplice direttiva ha cancellato dai programmi scolastici delle scuole secondarie superiori gli autori meridionali del ‘900. Una vera e propria indecenza”. La denuncia è di Grande Sud. Noi ce ne eravamo occupati due mesi fa.

Grande Sud ha chiesto l’intervento del Ministro Profumo, perchè riveda "le scelte operate dal suo predecessore, per restituire dignita’ all’insegnamento della letteratura italiana".

Non vorremmo che qualcuno oltre ad aver privato il Mezzogiorno del proprio futuro, si sia adoperato anche per cancellarne il passato” afferma Ugo Grimaldi, esponente del movimento arancione.

Un vero e proprio "editto" come lo ha definito Pino Aprile, che per primo ha denunciato il fatto e del quale ci eravamo già occupati il 25 gennaio di quest’anno. "In questo documento – ha denunciato Aprile riferendosi ai programmi ministeriali – si fa un elenco di nomi di autori, poeti, scrittori italiani. Bene! Non ce ne è uno che sia meridionale, vorrebbe dire che secondo il Ministero della pubblica istruzione in tutto il 900, un secolo fertilissimo, non c’è stato un solo poeta, un solo scrittore meridionale che meriti di essere indicato agli studenti italiani, non basta neanche avere vinto il premio Nobel come Quasimodo, sono follie!"

Sbagliano Aprile e Grande Sud. Dalla "Cabina di regia" arriva la difesa d’ufficio: la commissione ha voluto evitare l’eciclopedismo dei vecchi programmi, ha puntato sull’essenziale, senza necessità di lunghi elenchi di autori da studiare, solo qualche cenno. L’integrazione spetta alle scuole, agli insegnanti, alla loro libertà, alla scelta autonoma delle scuole.

Un principio che ha una sua motivazione articolata e condivisibile, solo che non si capisce perchè il puntare sull’essenziale sia coinciso con la scomparsa degli autori meridionali e come un ermetico come Quasimodo non sia stato ritenuto "essenziale".

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