Subito un contratto serio per il personale della scuola, i docenti hanno già perso 220 euro. Lettera

WhatsApp
Telegram

È arrivato il momento di aprire il tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto del personale della scuola perché i tempi sono molto maturi non è più possibile procrastinare.

Il potere d’acquisto delle famiglie è drasticamente calato, e in quasi otto anni di mancato rinnovo e di mancato adeguamento degli stipendi al costo medio della vita, i docenti hanno perso in busta paga circa 220 euro. E il governo cosa offre? Un piattino di lenticchie di soli 85 euro, o per meglio dire una vera miseria.

Serve subito una politica contrattuale seria e soprattutto mettere l’insegnante al centro quale motore e calibratore dell’apprendimento. Ai docenti, quindi, non servono mance e mancette da 500 euro una tantum, ma servono un contratto economico e normativo che dia dignità e prestigio sociale alla funzione docente.

Non sono il bonus docenti per la valorizzazione professionale e i corsi di formazione (quelli seri) ciò di cui i docenti hanno bisogno, ma una politica scolastica che cambi radicalmente rotta unita ad un contratto che dia respiro ai magri stipendi degli insegnanti.

Il prestigio della professione docente non è considerato perché gli stipendi sono bassi rispetto agli altri Paesi europei. La politica italiana prenda esempio dai sistemi d’istruzione del resto dell’Europa che si distingue per la professionalità dei docenti che viene qualificata con stipendi adeguati, dalla educazione degli studenti e dalla qualità del sistema d’istruzione.

L’OCSE ha asserito che il sistema d’istruzione dell’Italia è uno dei migliori, Mah! Chissà dove ha letto questi dati o se sono solo scritti sulla carta. La realtà è molto diversa e le abilità linguistiche di base lasciano a desiderare tanto che seicento accademici hanno scritto recentemente al MIUR per denunciare la carenza di lettura e scrittura degli studenti italiani.

Gli esterni non vedono la realtà come la vedono chi lavora all’interno a stretto contatto di gomito con gli studenti. Lo vogliamo capire o no? Ecco perché i dati non corrispondono quasi mai alla realtà di come la vedono quotidianamente gli operatori della scuola.

Al MIUR sanno benissimo qual è lo stato di salute della scuola italiana e fanno finta di non sentire e vedere, conoscono a puntino che nelle classi il clima di lezione non è più quello di una volta, sanno benissimo che i docenti vengono maltrattati dai genitori e dagli alunni, ma il MIUR preferisce tacere.

Si deve aprire subito la stagione contrattuale dei rinnovi e dare ai docenti quei soldi necessari per garantire professionalità e sopravvivenza, perché diciamocelo: i docenti prendono uno stipendio da fame, ma hanno in mano il cervello e la mente delle future generazioni. E vi sembra poco questo?

Costruire il sapere delle nuove generazioni è una cosa importante perché i giovani del domani rappresenteranno la futura classe dirigente del Paese. Con una generazione di analfabetismo di ritorno pauroso che futuro consegneremo all’Italia. Quali competenze avranno i nostri alunni fra vent’anni. Sono questi i temi sui quali la politica italiana deve discutere, sono questi i temi che ci avvicinano agli standard europei. Tutto il resto sono solo quisquilie e chiacchiere…e le chiacchiere se le porta il vento.

Mario Bocola

WhatsApp
Telegram

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur