Stupro di gruppo a Palermo, don Burgio: “Si sta creando una generazione di analfabeti emotivi, la scuola deve fare di più”

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Don Claudio Burgio, cappellano del carcere minorile Beccaria e docente alla Cattolica, parla del grave episodio di violenza accaduto a Palermo.

Al quotidiano “Il Messaggero”, ha espresso la sua visione riguardo alla formazione emotiva e sentimentale dei giovani. Secondo Don Burgio, l’assenza di una guida adulta autorevole nella vita dei ragazzi, combinata con la scarsa preparazione della scuola in materia di educazione sentimentale, sta creando una generazione di “analfabeti emotivi”.

Molte delle difficoltà affrontate dai giovani, sostiene Don Burgio, derivano dal fatto che essi crescono in un mondo dove la loro principale fonte di formazione proviene da Internet, piuttosto che dai genitori. Questa dinamica, afferma, potrebbe essere il risultato di un’educazione cattolica che rende difficoltoso per i genitori discutere apertamente di temi come la sessualità.

Don Burgio continua, sottolineando che l’analfabetismo emotivo non dipende dal ceto sociale. L’assenza di una solida educazione affettiva rende i ragazzi più autonomi nelle loro decisioni, portandoli a fare scelte senza il giusto discernimento. L’uso pervasivo dei social media amplifica questi problemi, fornendo piattaforme che possono facilmente promuovere comportamenti violenti.

La scuola, purtroppo, non fa abbastanza per colmare queste lacune. Don Burgio critica l’approccio didattico corrente che spesso si limita a corsi superficiali e ripetitivi. Mancano programmi solidi che insegnino il rispetto per gli altri, soprattutto in contesti sentimentali e sessuali. Il dilagare della pornografia online, a cui gli adolescenti possono accedere con estrema facilità, pone ulteriori sfide. Senza una guida appropriata da parte degli adulti, molti giovani interpretano erroneamente ciò che vedono, perdendo la vera essenza del rispetto reciproco.

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