Studiare la Geografia per capire il mondo, compreso il consumismo. Lettera

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Inviato da Ilaria Francalanci – Quest’anno ho scelto di insegnare geografia presso gli Istituti Tecnici e Professionali in cui vi è quella striminzita, randagia ora di geografia immessa dall’ex Ministro Carrozza.

Diciotto classi con un’ora di geografia, collocata nelle classi seconde, senza erede e senza eredità.

Alle porte del mese di Maggio, posso affermare con un certo vigore che è svilente vedere una disciplina come quella geografica , orfana e derisa… una sorta di bullismo scolastico che vede nella geografia la vittima prescelta.

Eppure la Geografia è l’unica materia che spiega e potrebbe spiegare il mondo attuale alle nuove generazioni, a quelle che, diciamolo, contano, conteranno e faranno i conti con questa economia traballante, con questo ecosistema malmesso e che già vivono, anche in classe, un melting pot tutto nostrano e domestico,

E se l’ex Ministro Carrozza, in illo tempore, tentò di portarla al ballo dell’ Istruzione, la Geografia è divenuta zucca ancor prima di arrivare alla Grande Festa dei Saperi istituzionalizzati e mentre si parla (ancora una volta) della necessità di incrementare le ore di geografia presso i nostri istituti scolastici di secondo grado, i miei alunni tra 5 lezioni saluteranno questa disciplina e non la rivedranno più, vittime di un’istruzione che consuma una disciplina come la geografia che spiega, tra le tante cose, anche il consumismo.

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