Beppe Grillo: è inutile cominciare le lezioni allo stesso orario per tutti, studenti hanno ritmi diversi

di Elisabetta Tonni
ipsef

item-thumbnail

Secondo una ricerca dell’Università di Berkeley dell’Illinois, in California, fissare un orario scolastico uguale per tutti gli studenti danneggerebbe il livello dell’apprendimento. Ogni persona, ovvero ogni studente, rientrerebbe in uno di questi tre gruppi: nottambuli, fringuelli diurni e allodole del mattino. La suddivisione sarebbe data dai ritmi circadiani, che altro non sarebbero che i ritmi biologici naturali.

Lo studio, come leggiamo sul Blog di Beppe Grillo, ha selezionato un gruppo di 15.000 studenti e lo ha suddiviso nelle tre categorie; ha poi messo i ragazzi in relazione con i tempi delle lezioni (uguali per tutti) e con i voti ottenuti. È così stato provato scientificamente che i gruppi che erano meno compatibili con gli orari di studio hanno ottenuto risultati peggiori.

Strutturare i ritmi di studio in base al proprio ritmo circadiano – conclude lo studio –  è la soluzione ideale per migliorare il proprio rendimento.

Il rimedio è però applicabile solo quando è possibile effettuare un percorso di studio gestibile autonomamente, come per esempio un percorso universitario per chi non ha l’obbligo di frequenza.

Tutti gli altri dovranno adattarsi, a meno di non voler riesumare i vecchi doppi e tripli turni nelle scuole, come avvenne negli anni del baby boom a causa del sovraffollamento delle classi e non certo per i ritmi circadiani.

Si dovrebbe lavorare – conclude Grillo – per individuare l’istruzione in modo che l’apprendimento e le classi siano strutturate per agevolare l’apprendimento.

Versione stampabile
Argomenti:
anief anief
voglioinsegnare