Studenti, “Vogliamo studiare una storia più vicina a noi”. Lettera

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Inviata da Graziana Iemmolo e firmata da alcuni studenti – Gentile Ministro dell’Istruzione, a scriverLe sono gli studenti della classe quarta dell’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio” dell’IIS “Archimede” di Modica, in provincia di Ragusa.

Dopo che nel nostro Istituto si sono svolti dibattiti e confronti di opinioni sul tema del rinnovamento del sistema scolastico italiano che hanno messo d’accordo sia insegnanti che alunni su molti punti affrontati, abbiamo deciso di inviarLe questa lettera, convinti che per riuscire a cambiare le cose dobbiamo impegnarci attivamente affinché dalle parole si possa passare ai fatti.

In particolare, durante l’assemblea d’Istituto del novembre 2020 è emerso con forza che, nonostante l’autonomia scolastica, gli argomenti che studiamo in alcune discipline hanno fatto ben pochi passi avanti nel corso degli anni e non ci permettono di conoscere a pieno il mondo in cui viviamo, al punto che molti di noi si trovano ad apprendere in alcune discipline gli stessi argomenti studiati un po’ di tempo fa dai nostri genitori con la stessa impostazione didattica e metodologica.

Siamo consapevoli del fatto che ogni disciplina scolastica ha dei capisaldi, degli argomenti che sarà sempre necessario studiare, ma abbiamo la forte esigenza che la scuola ci metta in comunicazione con un passato non remoto ma imperfetto e con il mondo in cui vivremo dopo aver conseguito il diploma.

È veramente inevitabile che nel passaggio dalla scuola secondaria di primo grado alla scuola secondaria di secondo grado le programmazioni di alcune discipline ricomincino da capo?

A partire da queste consapevolezze e certezze abbiamo una proposta da sottoporLe.

– Chiediamo un rinnovamento nonché svecchiamento reale delle conoscenze indicate nella “Declinazione dei risultati di apprendimento in conoscenze e abilità” (Allegato A delle LINEE GUIDA PER IL PASSAGGIO AL NUOVO ORDINAMENTO, d.P.R. 15 marzo 2010, articolo 8, comma 3) di tutte le discipline, e in particolar modo di Storia. Lo studio della storia del Novecento
e dei primi decenni del XXI secolo è ancora un lontano miraggio; riuscire a comprenderne le dinamiche storiche, politiche e culturali con la guida dei nostri insegnanti ci permetterebbe anche di affrontare in modo più sereno e con una maggiore preparazione la prova di Italiano degli Esami di Stato che ci chiede di misurarci con tematiche molto attuali che, purtroppo, non facciamo in tempo a conoscere nel modo più completo e approfondito possibile. La nostra proposta è che al primo
anno della scuola secondaria di secondo grado si inizi con lo studio della civiltà greca. Quello che chiediamo, insomma, è la possibilità di poter coltivare la nostra persona e la nostra capacità di pensare con tanti saperi, meglio se più vicini a noi.

Tanti passi avanti sono stati fatti, questo è indubbio e innegabile, ma siamo convinti che fino a quando non arriverà un cambiamento ufficiale da parte del Ministero dell’Istruzione, i nostri, e non solo, insegnanti si sentiranno sempre “in colpa” nel trattare in sintesi o addirittura saltare contenuti che, a detta loro, devono necessariamente spiegare, a discapito della trattazione di argomenti più vicini a noi nel tempo e nello spazio.

Certi dell’attenzione che presterà alle nostre richieste e con la speranza di avere una Sua risposta, cogliamo l’occasione per porgerLe cordiali saluti.

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