Studenti Universitari non sanno scrivere? Cidi, si discute di CLIL, coding, robotica ma si dimenticano le abilità di base

Il problema delle competenze linguistiche inadeguate degli studenti sollevato dal gruppo dei 600 deriva dalla “politica ministeriale sulla formazione in servizio”. Ne è convinto il Cidi (centro iniziativa democratica insegnanti).

“Per realizzare la scuola delineata dalle Indicazioni nazionali è necessario studio, riflessione, acquisizione di consapevolezze, rielaborazione teorica e operativa, ecc.; abilità che si acquisiscono con una formazione in servizio mirata (ricerca e sperimentazione nell’ambito specifico) distesa nel tempo.

Mentre la politica scolastica e la direzione delle scuole indirizzano verso altro (clil, digitale, robotica, coding, ecc.)” spiega riferendosi al fatto che nel documento del Gruppo di Firenze che denuncia la presenza di gravi carenze linguistiche negli studenti universitari “si indicano quali primi responsabili la scuola primaria e le nuove Indicazioni nazionali, senza fare alcun cenno alle responsabilità della scuola secondaria di I e II grado, dove da anni si perpetuano i vecchi programmi”.

Il Cidi fa notare che le Indicazioni nazionali “non sono state da gran parte delle scuole applicate (nella primaria e secondaria di I e II grado sono frequentemente sconosciute o comunque disattese)” e questa situazione “non dipende principalmente dai docenti, quanto – osserva – dalle scelte politiche e gestionali a livello ministeriale, che orientano su tematiche ‘alla moda’”.

Indicativo dell’indirizzo della politica ministeriale per la formazione in servizio è, a parere del Cidi, il fatto che recentemente sono stati annunciati dal Miur 70 milioni di fondi Pon con l’obiettivo di inserire il coding nella scuola primaria, quando per la formazione sulle nuove Indicazioni del 2102 per il primo ciclo le risorse utilizzate, nell’arco di due anni scolastici, per tutte le discipline scolastiche, sono state di circa 4 milioni di euro.

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