Studenti stranieri e riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all’estero: modulistica

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I titoli di studio conseguiti all’estero sono riconoscibili solo a persone con cittadinanza italiana. È bene ricordare questo perché il riconoscimento è fondamentale per il suo utilizzo
Della carriera scolastica pregressa dei minori stranieri si tiene conto – scrive il dirigente tecnico dell’USR Veneto Gian Antonio Lucca – ai fini dell’iscrizione nelle classi se è attestata da documenti tradotti e convalidati dal Consolato italiano presso il Paese di provenienza.

Con o senza carriera scolastica: cosa fare con i minori stranieri?

Sovente i minori stranieri extracomunitari arrivano in Italia ad un’età tale che ha permesso loro di cominciare studi regolari nel Paese d’ origine; gli stranieri che immigrano maggiorenni, abbastanza frequentemente, hanno svolto una carriera scolastica che li ha portati, ininterrottamente nella loro terra d’origine, a conseguire livelli di preparazione paragonabili al diploma di maturità o alla laurea. È evidente, vi è in questi un’aspettativa a far valere gli studi pregressi.

Carriera e riconoscimento

Facendo riferimento a questa circostanza, per giustezza, è bene diversificare– scrive il dirigente tecnico dell’USR Veneto Gian Antonio Lucca – l’accertamento della carriera scolastica precedente dello straniero nel Paese d’ origine, dal riconoscimento vero e proprio dei titoli di studio conseguiti all’estero.

Il primo atto serve per garantire una corretta iscrizione del minore nelle corrispondenti classi della scuola italiana e consentirne la prosecuzione negli studi, il secondo vale a riconoscere a tutti gli effetti giuridici titoli di studio stranieri.

Per ciò che concerne il secondo, ovvero il riconoscimento dei titoli di studio conseguiti dagli stranieri nel Paese d’origine, le disposizioni sono costituite dal D.M. 10/06/1982 (G.U. n.163 del 16/06/1982), dalla C.M. n. 264 del 06/08/1982 e dagli artt. 381-390 del D.L.vo n.297/94 (Testo Unico delle leggi dell’ istruzione).

Dare riconoscimento ai titoli stranieri

Sostanzialmente, è da valutare che la normativa in materia è stata creata per dare riconoscimento ai titoli di studio conseguiti da cittadini italiani emigrati all’ estero (legge n.153/71, artt.378 e 379 del T.U.); successivamente, tali benefici sono stati estesi a cittadini stranieri cui è riconosciuto lo status di profugo, ma a condizione che siano familiari a carico di cittadini italiani (legge n.763/81; art. 383 del D.L.vo n.292/94).

I profughi

Specifiche disposizioni di legge hanno esteso la possibilità di tale riconoscimento anche ai cittadini stranieri profughi provenienti dalla ex Jugoslavia (art.384 del T.U); ma, evidentemente, tale norma è legata ad un momento storico particolare fa presente il dirigente tecnico dell’USR Veneto Gian Antonio Lucca.

I cittadini comunitari

Anche ai cittadini stranieri, purché membri di uno degli Stati dell’Europa comunitaria, possono essere riconosciuti i titoli professionali conseguiti nei Paesi U.E. (direttiva CEE n.92/51 ricevuta con D.L.vo n.319/94). Tale riconoscimento vale anche ai fini della professione docente nelle scuole italiane, specie in questo periodo storico di frequenti concorsi nell’Istruzione.

Il riconoscimento di un titolo di studio professionale o equipollente ad un diploma finale di scuola secondaria di secondo grado ‘assorbe’ anche i gradi inferiori, e quindi vale allo stesso tempo anche come riconoscimento di possesso del diploma licenza media.

Presentare richiesta di riconoscimento dei loro titoli (dichiarazione di equipollenza) all’Ambito Territoriale

Quindi, i cittadini italiani e gli extracomunitari, purché abbiano ottenuto la cittadinanza italiana, in possesso di titoli di studio conseguiti all’estero, possono presentare richiesta di riconoscimento dei loro titoli (dichiarazione di equipollenza) all’Ambito Territoriale (art.381 del T.U.) ora all’Ufficio Scolastico Regionale. La dichiarazione di equipollenza va preceduta da una “prova integrativa di lingua e cultura italiana, secondo le norme e i programmi stabiliti con provvedimento del Ministero della Pubblica istruzione” (D.M. 20/06/1973 e art.379, comma I. del D.L.vo n.294/94).

L’accertamento può essere compiuto presso i Centri Territoriali Permanenti per l’Educazione degli Adulti

Disposizioni circa tale prova sono contenute nella C.M. n.264/82 cit. L’accertamento può essere compiuto presso i Centri Territoriali Permanenti per l’Educazione degli Adulti (di cui all’ O.M. 29/07/1999, n.455). Dallo svolgimento della prova sono esentati coloro che possono produrre idonee attestazioni circa la “conoscenza della lingua italiana, quali: partecipazione ad attività culturali italiane, prestazioni lavorative presso istituzioni o aziende italiane, ecc.” (D.M. 10/06/1982, art.5).

I titoli intermedi

I titoli intermedi conseguiti sono validi per il riconoscimento di un titolo inferiore a quello che lo straniero si preparava a conseguire. Tali disposizioni sono richiamate e riassunte dalla C.M. n.132/2000.

Prima la cittadinanza italiana

Il riconoscimento non è invece previsto per gli altri stranieri extracomunitari che costituiscono la grande maggioranza dei casi. Questi possono fruire di tali benefici solo una volta ottenuta la cittadinanza italiana.

Quali cittadini possono chiedere il riconoscimento dei titoli di studio stranieri

In sintesi, Il riconoscimento non è invece previsto per gli stranieri extracomunitari – scrive il dirigente tecnico dell’USR Veneto Gian Antonio Lucca – che non hanno le seguenti possibilità:

  • Cittadini italiani emigrati all’estero: possono avere riconosciuti i titoli di studio là conseguiti;
  • Cittadini stranieri con cittadinanza U.E. (Unione Europea): il titolo di studio conseguito in scuole riconosciute di Paesi UE ha validità anche in Italia ai fini della professione, ma è pur sempre necessario un atto di riconoscimento da parte dell’Amministrazione Scolastica (competenti sono le Direzioni Generali o i CSA delegati), che può condizionarne il riconoscimento qualora non vi sia corrispondenza fra i percorsi di studio del titolo straniero e quello italiano;
  • Cittadini stranieri extracomunitari: possono chiedere il riconoscimento dei titoli di studio conseguiti nei Paesi d’ origine (non U.E.) solo una volta acquisita la cittadinanza italiana;
  • Minori extracomunitari soggetti all’obbligo scolastico: l’accertamento della carriera scolastica pregressa vale ai fini del corretto inserimento nelle classi della scuola elementare e secondaria di I° grado;
  • Il minore cittadino extracomunitario che intenda iscriversi ad istituti secondari di II grado deve dimostrare, attraverso idonea attestazione, di avere raggiunto un livello di scolarità pari alla conclusione della scuola secondaria di I grado, riconoscibile ai fini della prosecuzione negli studi;
  • All’adulto cittadino extracomunitario non possono essere riconosciuti i titoli di studio (diplomi professionali e di maturità, laurea) ottenuti in Paesi stranieri diversi dall’U.E. (salvo il caso di profughi dall’ ex Jugoslavia o di familiari di cittadini italiani); per lui, l’ unica via per arrivare in possesso di diplomi o lauree validi nel nostro Paese è quella di conseguire il titolo finale del primo ciclo dell’istruzione presso i Centri EdA (se privo di scolarità pregressa pari alla nostra licenza di scuola media) e di iscriversi, successivamente, a corsi serali d’ istruzione secondaria di II° grado.

Dichiarazione-di-copia-conforme

Domanda-di-equipollenza

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