Studenti scendono in piazza contro riforma scuola. Per gli organizzatori 60mila manifestanti

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Manifestazioni in tutta Italia, qualche disordine, a Napoli vernice rossa e uova a Milano imbrattano la Unicredit.

Manifestazioni in tutta Italia, qualche disordine, a Napoli vernice rossa e uova a Milano imbrattano la Unicredit.

Sono, secondo gli organizzatori, in 60mila a scendere in piazza contro la Buona scuola. Gli studenti si sono fatti sentire nelle principali piazze, una novantina in tutto.

Nelle principali anche qualche disordine. Uova e vernice rossa sono stati lanciati durante il corteo degli studenti a Napoli. Nel mirino dei manifestanti la sede dell'agenzia di lavoro Manpower segnata così di rosso.

A Milano i manifestanti sono oltre un migliaio tra studenti e militanti dei centri sociali.

I manifestanti si sono riuniti attorno in largo Cairoli e circa mezz'ora dopo alcuni contestatori si sono arrampicati sul monumento equestre della piazza e hanno lanciato alcuni fumogeni per attirare l'attenzione. Durante il percorso, un gruppo di manifestanti ha imbrattato le scale e la facciata della sede di Unicredit in piazza Cordusio.

Circa 60.000 studenti si sono mobilitati oggi in oltre 90 città per l'istruzione gratuita, il diritto allo studio, il reddito, il diritto all'accoglienza, la libertà di movimento. Dichiara Alberto Irone, portavoce Nazionale Rete Studenti Medi: "Migliaia e migliaia gli studenti e le studentesse oggi nelle piazze italiane. Piazze pacifiche, propositive, che non sono altro che il culmine di un processo di mobilitazione iniziato l'anno scorso, fatto di informazione e formazione, assemblee, dibattiti ed elaborazione di idee e proposte complete da parte degli studenti, a partire dalle scuole. Vogliamo una scuola buona per davvero, che sia sufficientemente finanziata con soldi pubblici e non soggetta alle necessità dei privati, una scuola in cui è possibile studiare a costo zero e in cui il diritto allo studio è attuato, una scuola in cui grazie all'integrazione, all'inclusione e alla cooperazione non si lascia indietro nessuno. Vogliamo una scuola buona per davvero."

Dichiara Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale Unione degli Universitari: "Studenti medi ed universitari uniti in piazza per lanciare un messaggio chiaro: scuola ed università devono essere necessariamente unite nel processo di riforma, processo che va portato avanti con il pieno coinvolgimento dei principali protagonisti: noi studenti. Nel momento in cui anche il diritto allo studio universitario viene messo ancora più in dubbio a causa di tagli ai finanziamenti noi rispondiamo che l'accesso all'università deve essere garantito a tutti e tutte senza impedimenti di tipo economico o sbarramenti in entrata come il numero chiuso ed il numero programmato."

Concludono Irone e Dionisio: "Il mondo dell'istruzione è stato messo sotto attacco dal governo. Si è cercato di far passare logiche sbagliate e dannose nascondendosi dietro il loro malfunzionamento. Noi sappiamo che se oggi scuola ed università non sono luoghi del sapere accessibili ed efficienti è anche, e soprattutto, a causa di scelte sbagliate portate avanti negli anni precedenti, senza il coinvolgimento degli studenti. E' il momento di rivoluzionare il sistema di istruzione pubblico in Italia, ma per farlo è imprescindibile il contributo di noi studenti."

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