Studenti promossi con il 9 in condotta, Vespa: “Non è possibile una simile indulgenza, così è la scuola che va bocciata”

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Tramite un’editoriale su Quotidiano.net, il noto giornalista e scrittore Bruno Vespa ha espresso il suo punto di vista sulla disciplina nelle scuole italiane, toccando un argomento molto delicato e dibattuto.

Ricorda come, durante la sua esperienza scolastica, un comportamento irrispettoso avrebbe portato a conseguenze serie, molto lontane da quello che accade nelle scuole d’oggi. Un esempio significativo è quello del recente incidente avvenuto a Rovigo, dove un’insolente manifestazione di indisciplina ha visto Maria Cristina Finatti vittima di un attacco fisico da parte di un allievo.

Nell’incidente, l’allievo ha sparato alla docente con una pistola ad aria compressa, ferendola all’occhio e alla testa. Il gesto è stato filmato e immediatamente diffuso sui social media da un compagno di classe. Nonostante la gravità dell’incidente, entrambi gli studenti sono stati promossi e uno ha addirittura ottenuto un nove in condotta.

Per Vespa, una simile indulgenza è un sintomo di un problema molto più profondo. Secondo lui, un episodio simile, anche in tempi più indulgenti, avrebbe portato alla sospensione dello studente e alla perdita dell’anno scolastico.

Ma quello che Vespa critica maggiormente è il modo in cui la scuola ha gestito l’incidente. Secondo lui, l’assenza di scuse da parte degli studenti e dei loro genitori, insieme alla mancanza di provvedimenti da parte della scuola, sono indicativi del degrado delle istituzioni scolastiche.

Vespa sottolinea l’importanza della dignità per gli insegnanti. Nella sua epoca, i professori erano figure rispettate e onorate dalla comunità. Oggi, teme che la mancanza di rispetto e la violenza nei confronti degli insegnanti stiano erodendo la loro dignità e autorità.

Conclude con un appello al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, chiedendo quali azioni intenda intraprendere per affrontare questa crisi della disciplina e del rispetto all’interno delle scuole italiane.

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