Studenti, pasto portato da casa non può essere consumato in mensa. Al via l’apartheid alimentare

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Succede a Torino dove il tribunale ha sancito la possibilità per gli studenti di poter portare il pranzo da casa, invece di consumare quello della mensa.

Per i genitori è una questione legata alla salute dei propri figli, perché affermano, riporta l’ANSA, “alla scuola del paese non c’è una cucina e i cibi confezionati arrivano quasi sempre poco freschi”, succede in una scuola media di San Carlo Canavese.

Il comune, però, ha negato alle famiglie la possibilità di consumare in mensa il cibo preparato a casa. Da qui l’idea dei genitori, se non si troverà una soluzione, di mandare i figli al ristorante, sulla piazza della scuola.

Nel frattempo la città di Torino sanciva lo stesso principio, sostenendo che il refettorio delle scuole rimane ad uso esclusivo della ristorazione scolastica collettiva. Questo in attesa di verificare la possibilità tecnica dell’utilizzo promiscuo dei luoghi deputati al pasto collettivo.

Inoltre, le avvocature di Comune di Torino e Ufficio scolastico regionale del Piemonte stanno provvedendo al ricorso in Cassazione.

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