Per gli studenti non è il mattino ad avere l’oro in bocca

di Giulia Boffa
ipsef

Red – E’ una scoperta che viene dall’Inghilterra; duecento studenti dell’Hugh Christie Technology College di Tonbrdige,vicino Londra, si sono sottoposti volentieri ad un esperimento: andare a scuola dalle 11 alle 17, spostando quindi la sveglia in avanti.

Scopo dell’esperimento, tra l’altro riuscitissimo, era di dimostrare che il rendimento scolastico migliora, infatti I voti degli esami finali di qualificazione sono migliorati del 25% e la quota di ragazzi che continua gli studi all’università è passata dal 10 al 50%.

Red – E’ una scoperta che viene dall’Inghilterra; duecento studenti dell’Hugh Christie Technology College di Tonbrdige,vicino Londra, si sono sottoposti volentieri ad un esperimento: andare a scuola dalle 11 alle 17, spostando quindi la sveglia in avanti.

Scopo dell’esperimento, tra l’altro riuscitissimo, era di dimostrare che il rendimento scolastico migliora, infatti I voti degli esami finali di qualificazione sono migliorati del 25% e la quota di ragazzi che continua gli studi all’università è passata dal 10 al 50%.
“È l’ulteriore riprova che un sistema scolastico modellato sull’orologio biologico degli studenti paga”, ha commenta toPaul Kelley, ex preside della scuola.

La ricercatrice statunitense Mary Carskadon conferma la tesi ed ha dichiarato che occorrono nove ore di sonno per una concentrazione ottimale a scuola. Gli adolescenti, infatti, hanno un ritmo circadiano diverso dagli adulti e hanno bisogno di dormire di più al mattino.

E Russel Foster, direttore dello Sleep and Circadian Neuroscience Institute dell’Università di Oxford incalza: “Il sonno non è un lusso o un capriccio, ma una necessità, soprattutto per i più giovani”.

Versione stampabile
anief
soloformazione