Studenti medie potranno tornare a casa solo se prelevati dai genitori, scoppia la polemica

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Succede a Bergamo, in una secondaria di I grado.  Un dirigente scolastico ha emanato una circolare che, secondo quanto riporta oggi l’Eco di Bergamo, ha lasciato perplessi non solo le famiglie ma anche le istituzioni.

“L’autonomia dei ragazzi è da favorire”, ha detto l’assessore all’istruzione del comune Loredana Poli.

La circolare è stata pubblicata sul portale dell’Istituto Comprensivo Statale ‘Alberico Da Rosciate’ (scuola dell’infanzia, Primaria e Secondaria), il 9 settembre scorso. “Preso atto della vigente legislazione in materia di responsabilità per la vigilanza, la sorveglianza e l’assistenza nei confronti di soggetti minori (fino a 14 anni) – ha scritto la dirigenza – si comunica ai genitori che per il corrente anno scolastico, il ritiro alla fine delle attività didattiche di tutti gli alunni
della scuola secondaria di primo grado dovrà avvenire attraverso accompagnamento dei genitori (o di un incaricato maggiorenne), in quanto minori di 14 anni”.

Una disposizione rivolta quindi a ragazzini che vanno dagli 11 ai 14 anni. Le famiglie hanno accolto con molta perplessità questa disposizione che, tra l’altro, crea loro non poche difficoltà organizzative. “Il tema dell’autonomia dei ragazzi all’uscita della scuola ci riguarda – dice l’assessore Poli – perché è strettamente legato anche a come è la città al di fuori della scuola. Non è il primo anno che, con l’inizio dell’anno scolastico, affrontiamo una tematica simile: è un tema sul quale ci si può confrontare e sul quale si può trovare una linea di comportamento condivisa, tanto più che esistono già sul territorio esperienze positive che possono essere prese
d’esempio”.

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