Studenti e dottorandi: subito il concorso, più di 30mila cattedre da coprire

di redazione
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Flc Cgil, Link Coordinamento Universitario e Associazione dottorandi italiani (Adi), nella giornata di ieri, hanno organizzato dei presidi a Roma, Napoli, Milano, Bologna, Bari, Avellino e Modena, al fine di chiedere certezze sul sistema di reclutamento dei docenti e l’avvio immediato del concorso.

Nuovo reclutamento

La legge di Bilancio, come più riferito, delinea un nuovo sistema di reclutamento, modificando quanto previsto dal decreto legislativo n. 59/2017, attuativo della legge n. 107/2015.

Qualora la legge di bilancio venga approvata senza modifiche, il percorso per diventare insegnanti sarà il seguente:

  • conseguimento laurea con piano di studi idoneo all’insegnamento e 24 CFU;
  • concorso per accedere al percorso annuale di formazione iniziale e prova;
  • assunzione in ruolo, previo superamento del suddetto percorso.

Sono esonerati dal conseguimento dei 24 CFU i docenti abilitati e i docenti con 3 anni servizio per una delle classi di concorso per la quale abbiano maturato almeno un anno.

Incertezza

Come detto all’inizio, gli studenti e i loro rappresentanti, come leggiamo sul “Manifesto”, denunciano l’incertezza che ha caratterizzato e caratterizza l’accesso alla professione insegnante, come testimonia il fatto che «DOPO MESI in cui si è parlato dell’abolizione dei 24 Cfu – ha detto Alessio Bottalico, coordinatore nazionale di Link – ora tornano in auge senza che gli atenei abbiano avviato i pacchetti. Numerosi studenti, laureati e dottori di ricerca vivono nell’incertezza di quello che sarà il loro futuro e del percorso da intraprendere per poter accedere all’insegnamento. È inaccettabile poter partecipare a una sola classe di concorso».

Oltre all’incertezza, gli studenti definiscono inaccettabile poter partecipare per una sola classe di concorso (per grado di istruzione, aggiungiamo noi).

Concorso immediato

Gli studenti chiedono, inoltre, che il concorso sia bandito immediatamente, anche perché vi sono migliaia di cattedre da coprire: nel corrente anno scolastico, infatti, non ne sono state assegnate 32.217.

Alle cattedre suddette vanno aggiunti i posti dei diplomati magistrale assunti con riserva e che saranno licenziati (il numero si aggira intorno a 10.000, considerando anche gli assunti nel 2018/19).

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