Studenti disabili. Troppe le ore passate fuori classe con il docente di sostegno: a rischio il principio di inclusività

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Quante ore svolgono in classe gli studenti disabili e che tipo di attività svolgono? I dati ISTAT rispondono a queste domande.

Gli insegnanti di sostegno, in entrambi gli ordini scolastici, svolgono prevalentemente con l’alunno attività di tipo didattico (per l’80,6% nella scuola primaria e per l’82,8% della scuola secondaria di primo grado) anche se c’è una quota, pari al 15,6% nella primaria e al 12,9 nella secondaria, che svolge prevalentemente attività di mediazione, intendendo con questa anche il contenimento di comportamenti problematici, causa molto spesso di allontanamento dal gruppo classe. È residuale invece la quota di insegnanti di sostegno che svolge prevalentemente attività di tipo assistenziale (intorno al 3% in entrambi gli ordini scolastici).

Dallo studio appena diffuso da ISTAT gli alunni con disabilità passano in media 24,9 ore settimanali all’interno della classe per la scuola primaria e 22,5 per quella secondaria e seguono attività didattica al di fuori della classe per un numero residuale di ore, in media 3,5 ore settimanali nella scuola primaria e 4,1 nella scuola secondaria di primo grado.

Un dato in peggioramento rispetto a quello della media del quinquennio 2010/2011 – 2014/2015 che evidenziava una frequenza media in classe degli alunni della scuola primaria con disabilità lieve di 25,4 ore e 3,36 fuori. In peggioramento anche il dato relativo alla scuola secondaria: infatti la media del quinquennio sopra indicato era di 22,9 ore in classe e 3,9 ore fuori. E se i livelli di abilità diventavano più bassi il numero medio di ore dentro scendeva a 15,8 e fuori 9,4.

E’ un dato non certamente positivo: il processo d’inclusione scolastica dovrebbe prevedere che tutta l’attività didattica sia svolta in classe insieme ai compagni, anche in forma di compresenza tra insegnante di sostegno e curriculare, e che ci sia, inoltre, una completa partecipazione dell’alunno con disabilità a tutte le attività scolastiche comprese le gite di istruzione e le uscite didattiche brevi (si legga Sostegno e viaggi d’istruzione. Non partecipa il 20% degli studenti, se è previsto il pernottamento a questo proposito )

Ricordiamo anche che nell’atto di indirizzo del Ministro l’inclusività è una priorità del 2017.

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