Gli studenti delle scuole italiane sono in calo dell’0,25%: diminuiscono anche gli stranieri di 10.000 unità

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Dopo 15 anni gli studenti italiani sono in calo: ventimila alunni in meno rispetto ad un anno fa, lo 0,25 per cento sul totale; infatti quest'anno, i bambini e gli studenti che frequenteranno le classi delle scuole statali italiane saranno quasi 7milioni e 862mila.

Dopo 15 anni gli studenti italiani sono in calo: ventimila alunni in meno rispetto ad un anno fa, lo 0,25 per cento sul totale; infatti quest'anno, i bambini e gli studenti che frequenteranno le classi delle scuole statali italiane saranno quasi 7milioni e 862mila.
Dal 1998/1999 all'anno scorso, gli alunni delle scuole italiane sono aumentati costantemente, passando da 7 milioni e 540 mila a 7 milioni e 882mila: 342mila presenze in più in  sedici anni. Nello stesso periodo, gli alunni stranieri sono passati da 77mila a 722mila (dato del 2013/2014): 645mila.

In quest'anno scolastico si sono iscritti 7.861.925 i ragazzi nella scuola statale, oltre 960.000 quelli delle paritarie. Nella scuola statale sono più di 1 milione gli alunni dell'infanzia, 2 milioni 583.514 quelli della scuola primaria, 1 milione 649.408 gli studenti della secondaria di I grado e 2 milioni 628.648 quelli della secondaria di II grado. Oltre 216.000 gli alunni con disabilità. Complessivamente, le classi saranno 369.902 distribuite in 8.384 istituzioni scolastiche. Fra le regioni con più alunni, la Lombardia (1 milione 185.662), seguita da Campania (920.964), Sicilia (763.529), Lazio (741.633).

L'anno scorso per la prima volta gli studenti stranieri sono stati in calo: nel primo ciclo, cioè scuola primaria e secondaria di primo grado, il calo è stato di 10mila unità.  

Il MIUR non ha ancora pubblicato i dati ufficiali dell'anno scolastico 2014/2015, ma si prevede che gli stranieri di scuole statali e paritarie siano calati o nella migliore delle ipotesi siano rimasti a quota 802mila.

Questo potrebbe influire sul ricambio generazionale degli insegnanti dei prossimo anni, la cui età media potrebbe quindi salire ancora, ma potrebbe essere anche vista dal lato positivo: meno classi sovraffollate, se non ci saranno nuovi tagli naturalmente.

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