Studenti cinesi a Siena per studiare Italiano

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Regione Toscana  – Studenti cinesi all’Università, da Pechino per imparare l’italiano. Un’iniziativa per agevolarli 18 aprile 2014 22:13Scuola e Università Siena Regione e Università per stranieri di Siena studieranno, coinvolgendo l’Azienda per il diritto allo studio universitario, soluzioni in grado di agevolare ed accrescere la presenza e la permanenza nella città del Palio degli studenti cinesi che arrivano qui per imparare l’italiano.

Regione Toscana  – Studenti cinesi all’Università, da Pechino per imparare l’italiano. Un’iniziativa per agevolarli 18 aprile 2014 22:13Scuola e Università Siena Regione e Università per stranieri di Siena studieranno, coinvolgendo l’Azienda per il diritto allo studio universitario, soluzioni in grado di agevolare ed accrescere la presenza e la permanenza nella città del Palio degli studenti cinesi che arrivano qui per imparare l’italiano.

E’ quanto ha concordato il presidente della Regione con il rettore dell’Università, professoressa Monica Barni, al termine della visita che il capo dell’Amministrazione regionale ha effettuato questa mattina, salutando una classe di studenti del Paese di Pechino e un’altra composta da studenti giapponesi e russi. Nella ex scuola di lingua e cultura italiana per stranieri studiano oggi 1.200 giovani, due terzi italiani e circa 400 stranieri che completano qui il loro cursus di istruzione universitaria in lettere o mediazione linguistica e culturale.

Ma accanto a loro sono circa 1.000 i loro colleghi stranieri che arrivano qui per imparare l’italiano, rimanendovi per un tempo medio che varia da 9 mesi ad un anno. Di questi circa 850 vengono dalla Cina grazie ad un progetto chiamato “Marco Polo” e poi, dopo aver appreso la nostra lingua, o restano a Siena o scelgono di frequentare altre università italiane. Per loro tra qualche mese sarà più facile scegliere di fermarsi a Siena o in Toscana, grazie ad un progetto che il presidente della Regione si è detto disponibile a far predisporre dagli uffici regionali, in collaborazione con Università per stranieri e Adsu, e poi a finanziare.

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