Studenti bulli, si va verso i servizi sociali. Pene più severe per chi aggredisce il personale scolastico

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Si va verso una stretta per chi commette atti di bullismo a scuola con l’idea dei servizi sociali proposta sin dall’inizio del mandato da Valditara che potrebbe diventare presto realtà. E un inasprimento delle pene contro chi aggredisce il personale scolastico.

Sono infatti 2 le proposte di legge che affrontano i due temi strettamente interconnessi. La prima, spiega Italia Oggi, è la fusione di tre proposte di legge diverse, bipartizan, che mira a contrastare il bullismo a scuola.

Il parere della commissione cultura è atteso la prossima settimana e il passaggio in Aula a quanto pare, avverrà a breve, proprio per il consenso trasversale sull’argomento.

Delle 3 parti di tale provvedimento, centrale è la spinta educativa che si vuole dare ai ragazzi bulli. Nello specifico riguarda un “intervento educativo con finalità rieducativa e riparativa sotto la direzione e il controllo dei servizi sociali“.

In poche parole, quello che ha proposto il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara sin dal suo insediamento.

Il ministro, parlando in questi giorni a proposito del caso di Rovigo, crede che gli studenti che si comportano da bulli abbiano bisogno di più, non meno, scuola. Invece di sospensioni, Valditara suggerisce percorsi di recupero che includono attività di solidarietà e studi approfonditi su specifiche problematiche.

Pene più aspre per chi aggredisce il personale scolastico

L’altra proposta al vaglio dei parlamentari riguarda le pene nei confronti di chi aggredisce docenti, ATA o dirigenti scolastici.

Si tratta della proposta di legge del deputato leghista Rossano Sasso, che prevede una maggiore durezza dei reati commessi contro il personale scolastico.

Ricordiamo che sul tema anche Orizzonte Scuola è stata audita alla Camera, con il nostro direttore Eleonora Fortunato, che ha spiegato, come “la scuola è un ambiente naturale per sperimentare l’approccio riparativo della giustizia. Grazie al suo ruolo educativo, la scuola può diventare uno spazio in cui si pratica l’ascolto, la comprensione delle esperienze altrui e la ricerca di accordi per il futuro. L’adozione del paradigma riparativo consente di trovare risposte che promuovono la riparazione del legame sociale violato, responsabilizzando gli individui e gestendo le conseguenze distruttive del conflitto nell’ambito dell’”Educazione civica e alla convivenza civile””.

La proposta di legge prevede per chi aggredisce il personale scolastico, una pena aumentata da uno a due terzi, la pena massima per la violenza a 7 anni e sei mesi, con l’oltraggio che arriva fino a 5 anni.

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