Studenti bocciati perché durante la DAD erano assenti, adesso ricorrono al TAR

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Tar, avvocati e insegnanti a… scuola in questa fine del mese di luglio. C’era da aspettarselo ma ora è realtà. In Calabria, ad esempio, sono tantissimi i ricorsi presentati contro la bocciatura di alunni delle scuole di istruzione di secondo grado. Chi dice che nell’anno del Covid sono stati promossi tutti sbaglia, o quantomeno non sa del contenzioso in corso.

“Abbiamo bocciato alunni” ci spiega un professore, “che non si sono quasi mai presentati a scuola nel primo quadrimestre e che durante la pandemia si sono fatti vedere solo nell’ultima settimana di lezione, a giugno, pretendendo di essere interrogati.

Ovviamente li abbiamo accolti con interesse e anche con piacere. Purtroppo non erano preparati, anzi non hanno aperto bocca, pretendendo di avere un voto positivo”.

E dunque non si poteva che bocciare. In questi giorni gli avvocati, spinti evidentemente dalla normativa che in qualche modo legittimava l’aspettativa della promozione facile, hanno proceduto con l’accesso agli atti, con il prelievo delle verifiche scritte, con la verifica della coerenza dei voti con i giudizi finali e soprattutto con le griglie.

Le contestazioni infatti possono fare leva solo su aspetti formali, che si concentrano sulle prove scritte. Ricordiamo che la normativa sulla valutazione, emanata in ossequio ai decreti sull’emergenza sanitaria, era possibile solo in presenza di due condizioni. La sparuta presenza a scuola dell’alunno durante il primo quadrimestre e la mancanza di voti nel periodo della chiusura forzata.

Spetterà ai legali valutare l’eventuale violazione formale della normativa da parte dei consigli di classe e ai giudici, nel caso si sia deciso di adire la via giudiziaria. In ogni caso restano le rogne per i docenti, chiamati a scuola durante l’estate per produrre le prove scritte sottoposte agli alunni e la documentazione richiesta.

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