Studenti BES e DSA: gli insegnanti sono chiamati a didattica inclusiva

WhatsApp
Telegram

Gentili redattori di Orizzonte Scuola, Vi scriviamo in merito alla pubblicazione della lettera in oggetto per chiederVi un chiarimento e una presa di posizione sull’argomento, che ristabilisca una corretta prospettiva sul “problema” riportato.

Non a caso abbiamo scritto “problema” tra virgolette, dato che di reale problema non si tratta; come certamente saprete, infatti, esiste una normativa ben precisa ed esauriente sull’argomento (molto meglio chiamarlo così) “DSA e BES”, codificata nella legge 170 dell’8 Ottobre 2010 e specificata nelle Linee Guida del 12 Luglio 2011 e nella Direttiva del 27 Dicembre 2012, che stabiliscono diritti e doveri reciproci degli alunni e della scuola, documenti sui quali non ci sembra il caso di ritornare.

Vogliamo invece focalizzare l’attenzione non tanto sul contenuto (in alcuni punti oltretutto degno di tratti ben marcati di matita ROSSA o BLU) quanto sullo spirito della lettera da Voi pubblicata, che ci sembra lesivo sia dei diritti che della dignità dei ragazzi tirati in ballo dal signor Bocola.

Nel leggere il testo della missiva non possiamo infatti non rilevare come si mettano in discussione le basi stesse del riconoscimento e della conseguente compensazione delle condizioni di DSA e BES, che non danno assolutamente diritto (ma questo il signor Bocola non lo sa o finge di non saperlo) a non meglio specificati “passpartout” (sì, signor Bocola, si scrive così: di solito è meglio non usare termini che non si conoscono…) oppure “paracadute”, ma bensì a mezzi compensativi e dispensativi da utilizzare per studiare e riuscire COME gli altri, INSIEME agli altri e soprattutto ALLA PARI con gli altri compagni di scuola.

Davvero dobbiamo di nuovo tirare fuori l’esempio degli occhiali per il miope?

Davvero è ancora necessario, dopo anni di esistenza e di (quasi sempre parziale e spesso mancata) applicazione della legge 170/2010, ricorrere ad esempi che ormai anche le mura degli uffici di alcuni dirigenti scolastici conoscono a memoria?

Dobbiamo ancora scontrarci con l’ignoranza crassa di chi, dotato di una arroganza e di una prosopopea ben maggiori della competenza che egli stesso dimostra, mette in dubbio leggi, circolari e diagnosi specialistiche, pretendendo di prendere il posto del legislatore, dei dirigenti ministeriali, degli psicologi, dei neuropsichiatri e di altre figure che non sto ad elencare?

Noi riteniamo che la scuola abbia più da temere da un certo tipo di personaggi che la popolano (probabilmente senza merito vista la conoscenza risibile della lingua Italiana che dimostrano quando si lanciano in improbabili crociate) mettendone in dubbio le conquiste, che in questo caso sono soprattutto conquiste di civiltà, anziché da chi vuole giustamente vedere riconosciuto un proprio DIRITTO.

Forse sarebbe finalmente il caso di meditare sulle vere cause dell’appiattimento e dell’allineamento verso il basso lamentato dal signor Bocola, laddove esista (e non è certo così dappertutto, per fortuna!): senza lanciarci a nostra volta in una crociata uguale e contraria dobbiamo allora far notare al signor Bocola e a chi la pensa come lui che fare l’insegnante, e ancora più ESSERE educatore, è cosa diversa dal recitare il ruolo marginale di verificatore di compiti eseguiti e di fustigatore dello studente svogliato, o poco più.

Vorremmo però, prima di concludere, liberarci da ogni intento polemico: è il momento, secondo noi, di combattere INSIEME la buona battaglia.

Insegnanti, alunni, genitori, la Scuola nel suo complesso sono chiamati a sfide sconosciute fino a non troppi anni fa: (ri)pensare e adottare una didattica inclusiva è anche questo, è comprendere le potenzialità insite in ognuno e in ognuno diverse, fa parte INTEGRANTE della necessità di formare e preparare al futuro ragazzi nati in un contesto che alla fine del non troppo lontano secolo scorso era impensabile e quasi fantascientifico.

Contestare conquiste faticosamente raggiunte e diritti altrettanto faticosamente acquisiti non fa altro che logorare ulteriormente l’immagine di un sistema scolastico (e diremmo più in generale di un sistema educativo) che olezza tristemente di stantìo, e che certo non dà una gran prova di sé quando è messo a confronto con altri sistemi ben più avanzati, nei quali certi diritti non vengono nemmeno lontanamente percepiti come “diversità”, ma sono naturali e banalmente scontati come il diritto del miope a indossare i suoi occhiali.

Conoscenza, informazione e libertà dai pregiudizi sono i presupposti indispensabili per vincere la sfida che aspetta la Scuola e chi ne fa parte, mentre dei “signor Bocola” e della loro stizzosa sicumera un mondo scolastico correttamente indirizzato al bene dei discenti può sicuramente e serenamente fare a meno.

Coordinamento Associazioni DSA Tutti x Uno
Ass.ne Beautiful Mind – Poggibonsi (Siena)
Presidente Serena Giolli – Ass.ne D.S.A. – Dislessia, un limite da superare – (Napoli)
Presidente Titti Gaeta – Ass.ne DI.RE.FA.RE . – (Verona)
Presidente Micaela Trusso
– Ass.ne Harahel – (Messina)
Presidente Gino Pistone
– Ass.ne L’Orto del sapere – Novi Ligure (AL)
Presidente Paola Casagrande
– Ass.ne Relessica -(Bologna)
Presidente Valérie Gavoli
– Ass.ne S.O.S. Dislessia Alta Val di Cecina – Pomarance (Pisa)
Presidente Mariana Briganti

BES e DSA, invenzione Miur per assicurare promozione. Lettera

WhatsApp
Telegram

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur