Studenti: basta classifiche e punteggi. La valutazione è una cosa seria

di redazione
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Segreteria Regionale Rete degli Studenti Medi del Lazio – Oggi si svolgono le prove "INVALSI". Sono test, che si svolgono ogni anno e in punti cruciali del percorso formativo di uno studente, sviluppati sul modello OCSE-PISA, basato su classifiche e percentuali che, secondo alcune proposte, andrebbero a pesare sul finanziamento degli istituti scolastici.

Segreteria Regionale Rete degli Studenti Medi del Lazio – Oggi si svolgono le prove "INVALSI". Sono test, che si svolgono ogni anno e in punti cruciali del percorso formativo di uno studente, sviluppati sul modello OCSE-PISA, basato su classifiche e percentuali che, secondo alcune proposte, andrebbero a pesare sul finanziamento degli istituti scolastici.

Crediamo in ottica generale che la valutazione non debba dare premi e punizioni ma far venire a conoscenza dei punti deboli e dei punti forti e, di conseguenza, intervenire dove necessario. Ciò vale per gli studenti, per i docenti, per le istituzioni scolastiche e per lo Stato che deve sapere dove investire per migliorare il sistema scolastico. Occorre quindi un sistema di valutazione esterno che utilizzi un giudizio complessivo, che guardi alle molteplici sfaccettature di una scuola e delle parti che la vivono e che sarà sicuramente più adeguato per mettere in campo interventi di miglioramento rispetto a delle classifiche.

Vogliamo un sistema nazionale di valutazione che vada oltre la certificazione degli obiettivi didattici raggiunti in matematica ed italiano. Vogliamo un sistema che tenga in considerazione l'offerta formativa della scuola, lo stato dell'edificio in termini di sicurezza e
decoro, il rapporto tra le varie componenti della scuola e il contesto socio-economico di partenza.

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